«Disinformazione, i miei non parlano»

Uno Rocchi, due Pandev. Ecco il «qualcosa» in più della Lazio, i due attaccanti capaci di trasformare in vincente perfino la più anonima delle gare, tipo la sfida col Livorno disputata ieri pomeriggio alle pendici di Monte Mario. Seconda vittoria nelle ultime tre gare, quasi un risultato storico quest’anno per i laziali, che comunque mai hanno ancora vinto nel campionato in corso due gare di fila. Con Behrami in campo e una compagine a trazione anteriore (Pandev, Bianchi e Rocchi in prima linea), la formazione di Delio Rossi è passata quasi subito in vantaggio, al minuto 15, grazie al caparbio attaccante veneziano, capace di scavalcare Amelia sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Ledesma. Neanche dieci minuti e il macedone ha messo al sicuro il risultato, pronto a beffare il portiere labronico perfino con un tiro dal limite effettuato col piede sbagliato, il destro. Solo un miracolo dello stesso Amelia, al 60’, ha impedito il tracollo dei toscani.
Con il successo di ieri la squadra romana, ora a quota 33 punti, ricomincia a osservare la zona Uefa con la velata speranza d’acciuffarla. Vittoria, tre punti, reti dei gemelli del gol: solo note positive? Macché, ci pensa Lotito a smorzare i toni. Il presidente anche stavolta se l’è presa con la stampa: «I mezzi d’informazione dovrebbero fare una certa critica sui propri comportamenti perché se una società arriva al silenzio stampa i motivi ci sono. Sono ben felice che interpretino male me, perché sono in grado di difendermi. Quando invece succede per un giocatore... Non vorrei stare ancora a parlare di rinnovi contrattuali e malintesi vari». Secondo lui, dunque, è tutta colpa dei media, insomma, se una squadra carbura o meno. «La disinformazione - ha poi affermato il patron - crea grave danno alla società e ai lettori. Per non fare una richiesta di risarcimento danni al giorno scelgo il silenzio stampa». Giustificato in questa maniera lo stucchevole «tutti zitti» decretato nei confronti dei suoi tesserati, Lotito ha così dribblato i commenti sul 2-0 come se la vittoria dei suoi gl’interessasse poco o nulla. «Perché parlo io?», si è anche marzullianamente chiesto, pronto pure a offrire l’immediata risposta: «Perché sono la massima rappresentanza della società». Poi, dopo aver snocciolato il suo punto di vista nei confronti dei cronisti, ha ampliato il raggio d’azione del suo discorso: «Fatemi domande tecniche e io sarò in grado di rispondere».