DISNEYLAND

nostro inviato

a Disneyland Parigi

Giusto il giorno prima di approdare a Disneyland in tv passava un servizio per celebrare i 15 anni del Parco in Europa, cioè a Parigi, più esattamente a Marne La Vallée, insomma in piena corrente atlantica. Ecco, quel servizio parlava di azioni, di fatturati, di conti economici mai veramente decollati e - giusto di passaggio - del fatto che ormai milioni di persone visitano Disneyland ogni anno. E in pratica faceva della casa di Topolino un mero oggetto da business. Possibile?
Poi, lì abbracciato a Minnie (ci sono le foto...) uno capisce che se la realtà è fatta di numeri, il sogno è fatto per viverlo, almeno una volta, senza pensieri. Ed ecco allora che esistono buoni motivi per andare a festeggiare i 15 anni di Disneyland, diciamo quindici, tanto per fare numero uguale. Ma ce ne potrebbero essere altri. Garantito.
1) Gli alberghi
Domanda della vigilia dei non esperti: «Ma come, ci sono anche gli alberghi?». Certo, ci sono. C’è quello stile New York, quello che sembra di essere in una foresta, quello stile America sul mare. Poi, il castello e anche quelli limitrofi. La novità? Quest’anno i bimbi sono gratis...
2) L’ingresso
Quello superato l’ultimo varco s’intende, il cosiddetto tornello dei sospiri. Soprattuto se si è appena ingaggiata una collutazione con la biglietteria, dove quello davanti aveva lasciato i tagliandi all’hotel e allo sportello non li trovavano. E allora l’addetto parla col responsabile, che parla in un telefono, che risponde al responsabile, che riparla all’addetto, che si scusa col cliente, che scusa l’addetto, che ricontatta il responsabile, che rialza la cornetta del telefono... Dopo un’ora e dieci finalmente si entra, c’è la parata nella Main Street. Passato tutto.
3) Fantasyland
Cioè il regno dei bambini. Vale a dire - tra l’altro - la minicrociera in barchetta tra le miniature dei Classici Disney, oppure «the small, small, wooooorld» come recita la canzonetta che ti resta nelle orecchie. Che dite: robe da bimbi? Maddai...
4) Fastpass
Parola magica che vuol dire sistema per accorciare le file - che fanno parte integrante del paesaggio - nelle attrazioni migliori. Prenotandosi in anticipo insomma, si torna e si entra da un passaggio riservato. Si risparmia almeno un’oretta e si gode un sacco a vedere la faccia di quelli in coda.
5) I gadget
C’è un negozio ad ogni metro, ad ogni angolo, ad ogni attrazione e la vostra carta di credito alla fine sarà molto affaticata. In un posto dove un cornetto tipo Algida costa 3 euro e un pranzo completo a volte può mettere un po’ soggezione, gli oggettini ricordo hanno prezzi accettabili. Ci sono le classiche «mug» - le tazze, insomma -, vestiti e magliette dedicate ad ogni personaggio e ad ogni attrazione, giochi e giochini vari e anche le penne con Paperino che fanno «quack» quando si schiacciano. Inutili? Certo. Scommettiamo che le comprate?
6) Buzz Lightyear
Settore Discoveryland: un’attrazione dove - seduti su un’astronave in miniatura - vanno centrati dei bersagli con una pistola laser. Più punti uguale migliore qualifica. Se ne uscite da Ranger Spaziale vi viene voglia di fare un altro giro: saltata la coda col Fastpass il gioco è fatto e il figlio può anche restare fuori. Tanto riparerete comprandogli la pistola di Buzz, quella che s’illumina e fa un rumore infernale. Di sera - nella quiete di casa- naturalmente funziona meglio.
7) I pop corn
Per cultori, venduti nei baracchini per le strade. Scoppiettano che è un piacere e, sorpresa, sono con lo zucchero e in confezioni industriali. Ma buoni, eh...
8) Indiana Jones
Per i maniaci del genere: una corsa in un vagoncino da miniera con un giro completo a testa in giù. C’è chi l’ha fatto a marcia indietro e con lo stomaco in su. Fidatevi.
9) Candleabration
Ovvero, festeggiate i 15 anni di Disneyland con Topolino e soci dalle parti del Castello. Che poi s’illumina: suggestivo.
10) I fuochi
Quelli artificiali, ovvio. Il problema è che non ci sono sempre: di solito si fanno nel fine settimana e di sabato, quando si chiude tardi. Uno spettacolo.
11) Gli Studios
Il secondo parco punta sul cinema e sugli effetti speciali: ecco lo spettacolo degli stuntman, ecco il tram tour dove passerete dall’incendio all’alluvione in pochi secondi. E stanno preparando una torre altissima, quella del terrore...
12) Le foto con...
Topolino, Pippo, Pluto, Paperino, Paperina, Minnie, Zio Paperone, Cip e Ciop... Insomma, li trovate dappertutto: negli alberghi, nel parco principale, negli Studios. E allora, appunto, scatta la foto: sì, già, è per vostro figlio, ma già che ci siete... E poi, se conoscete qualcuno che lavora alla Disney, guardando lì sotto magari lo trovate. Che volete: sono obbligati a farlo.
13) Parigi
È a 45 minuti di treno, la stazione è giusto all’entrata (o uscita) del parco. Volete perdere l’occasione?
14) Il Village
È la parte appena fuori dai parchi e questo è per i più grandicelli: bar, ristoranti, negozi ma anche discoteche e musica dal vivo. La febbre del sabato sera, ma tutti i giorni.
15) I sorrisi
Ci sono quelli dispensati da tutti i dipendenti, nessuno escluso, ma è anche vero che loro ce l’hanno nel contratto, pena il dover lucidare tutte le monetine di Zio Paperone. E allora ci sono quelli dei bambini, nessuno escluso: magari non all’uscita, ma anche da questo si capisce cosa vuol dire Disneyland. Riguardo al vostro, di sorriso, s’illuminerà anche a giorni di distanza. Basta ripensarci un attimo...