Disoccupati usati come schiavi alla parata sul Tamigi

Non solo il principe Filippo in ospedale. Ad offuscare le luci dell’ultimo giorno di una festa sfavillante per la regina ieri a Londra ha pensato il quotidiano «anti-monarchico» The Guardian. Che ha denunciato un dietro le quinte da romanzo di Charles Dickens, tra miseria, squallore e sfruttamento. Il giornale racconta come decine di disoccupati sono stati portati nella capitale per lavori non pagati di bassa manovalanza ai margini della parata delle mille navi sul Tamigi di domenica. Molti di loro sono stati costretti a dormire all’addiaccio sotto il London Bridge.
I laburisti hanno reclamato che si faccia luce su una vicenda che, ha detto il vice primo ministro ai tempi di Tony Blair Lord Prescott, «se vera, ha dell’incredibile». Due donne, che hanno chiesto di restare anonime, hanno raccontato al quotidiano che si sono dovute cambiare in pubblico e al freddo nelle uniformi da lavoro, che per 24 ore non hanno avuto accesso a bagni e alla fine sono state portate nottetempo in un accampamento alla periferia della capitale, dopo turni di 14 ore sotto la pioggia battente. Si è poi scoperto che i disoccupati erano stati assoldati da «Close Protection UK», una società che ha confermato di aver usato per tre giorni 30 persone non pagate e 50 apprendisti a un salario di 2,80 sterline l’ora durante le celebrazioni del Giubileo.
Un portavoce ha detto che il programma, parte di una iniziativa del governo di David Cameron per far conservare i sussidi a chi gode del welfare, era stato una prova generale per le Olimpiadi di Londra, per il quale la società ha vinto un appalto. E anche se non sono stati pagati in sterline, i disoccupati ci hanno guadagnato in addestramento e formazione imparando mansioni che li avrebbero qualificati per lavori retribuiti nei giorni delle Olimpiadi. La denuncia ha indotto Close Protection Uk a un mea culpa ma anche a scaricare la responsabilità del «disguido» all’autista del pullman che aveva portato a Londra i disoccupati da città come Bristol e Plymouth. Ma agli occhi di molti il contrasto è stridente. Dietro la facciata scintillante del Giubileo, la Gran Bretagna è ancora un paese in crisi economica profonda, dove il divario tra le classi sociali evoca quello dei tempi di Vittoria.