Disoccupazione all'8,2% In arrivo la ripresa del pil: nel 2010 crescita all'1,1%

L'Istat rileva che l'occupazione è diminuita nel terzo trimestre di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008. Intanto il Centro studi di Confindustria conferma i  segnali positivi dell'economia. Pil in crescita<br />

Roma - L’Italia segnerà un pil in diminuzione del 4,7% nel 2009 e un ritorno alla crescita nel 2010 con un +1,1%. È la stima del Centro studi di Confindustria, che migliora le precedenti previsioni di settembre che indicavano rispettivamente un -4,8% per quest’anno e un +0,8% per il prossimo. Secondo le previsioni degli industriali la ripresa si "rafforza nel 2011 con un +1,3%. Ciò - sottolinea - riporterà il pil al livello del 2005. Il recupero - evidenzia il Rapporto sugli scenari economici - sarà graduale".

Scajola: la ripresa c'è "Se noi viviamo rincorrendo i dati poi ci facciamo prendere tutti dall’ansia. Dobbiamo vedere le tendenze e le tendenze sono che c’è una ripresa economica e lo si vede anche oggi nelle previsioni del centro studi di Confindustria". Così Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, ha commentato gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione. "Ci sono elementi che fanno ritenere che il 2010 sarà in crescita - ha aggiunto - speriamo che sia più forte di quella che viene ipotizzata. La disoccupazione cresce e questo ci addolora ma comunque siamo in un periodo di crisi e anche sulla disoccupazione siamo inferiori alla media europea". "La crisi c’è - ha concluso - non possiamo dimenticarla. La stiamo affrontando bene: il governo ha agito con tempestività".

Disoccupazione all''8,2% L’Istat ha visto al rialzo quindi anche il numero delle persone in cerca di occupazione, cresciuto di 299 mila unità a ottobre 2009 rispetto a ottobre 2008. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 8,2%, il dato peggiore da aprile 2004. Nel mese i "senza lavoro" erano 2.039.000 (2.004.000 il dato diffuso in precedenza) a fronte di 1.740.000 registrato ad ottobre 2008. Nel terzo trimestre - ha spiegato l’Istat - il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,8%, il dato più alto dal terzo trimestre 2005. Nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione era del 12,4% nel Mezzogiorno, del 6,9% nel centro e del 5,5% nel nord. I posti di lavoro persi sono stati 508 mila nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, soprattutto a causa del calo dei posti registrato nel nord (-274 mila) e nel Mezzogiorno (-196 mila) mentre il centro tiene e perde solo 38 mila unità.

Cisl: investire per lo sviluppo "Il calo dell’occupazione a tempo indeterminato (-110.000 unità) segnalato dai dati Istat relativi al terzo trimestre 2009 trasmessi oggi , è molto preoccupante anche se una parte consistente dei posti di lavoro persi sono ancora riconducibili ai rapporti a termine e autonomi, compresi i lavoratori a progetto". Lo dichiara Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, nel presentare l’Osservatorio mensile Cisl su occupazione e Cig.

Cazzola: dati migliori del previsto Giuliano Cazzola, del Pdl, sostiene che l’aumento della disoccupazione rilevato dall’Istat, non è colpa del governo, ma della "contingenza sfavorevole"; e comunque, i dati sono "meno gravi di quelli di altri paesi". "Se anche il governo avesse potuto fare meglio, difficilmente sarebbe riuscito - secondo Cazzola - ad evitare le conseguenze sull’occupazione determinate da una gravissima crisi economica di dimensioni internazionali".