Disperso da 63 anni per colpa di un refuso

Gennaio 1945, piena guerra civile. Un uomo, Eletto Vanoli, si arruola per combattere contro i partigiani. Passano due mesi e di lui non si hanno più notizie. Era morto, ma il suo cognome era stato scritto male. Così si era persa ogni traccia

Bergamo - Per 60 anni hanno cercato il fratello, disperso durante i combattimenti della guerra partigiana. Lo hanno trovato solo ora, scoprendo che finora le loro ricerche erano state vane perché qualcuno aveva scritto male il cognome. Eletto Vanoli era partito da Cologno al Serio per unirsi ai fascisti della Decima Mas nel gennaio 1945 e nessuno aveva più saputo niente di lui.

L’ultima sua notizia era stata una cartolina del 16 marzo 1945 da Imola con la scritta: "Amo la Patria come amo la mia mamma". Firmata solo col nome, senza cognome: quasi un presagio. I genitori erano morti nel 1968 e nel 1978 senza avere più avuto altre notizie.

Le quattro sorelle e il fratello si erano rassegnate tanto da avere messo una foto di Eletto in divisa ma senza data delle morte sulla lapide dei genitori. E lì qualche mese fa è stata notata da un appassionato di storia. Che in seguito, a un convegno, sfogliando una pubblicazione sulle vittime dell’eccidio di Valdobbiadene, si è trovato davanti proprio il viso di Eletto. Solo che come cognome c’era scritto Tonoli invece di Vanoli. L’uomo ha avvisato le parenti del disperso, che poi hanno raggiunto Valdobbiadene, dove hanno trovato una lapide a ricordo dell’eccidio del 4-5 maggio 1945: anche lì era riportato il nome sbagliato. Ora l’errore è stato corretto e una famiglia ha trovato pace.