Disputa religiosa Poligamia limitata per legge: polemica in Egitto

Al Cairo è in preparazione un disegno di legge con una serie di emendamenti al codice civile egiziano destinati a suscitare un ampio dibattito a livello politico e religioso: in particolare il testo prevede, per la prima volta in Egitto, una serie di limitazioni alla poligamia. Tra i vincoli proposti, la necessità di ottenere un’autorizzazione da parte del Tribunale e la clausola secondo cui la prima moglie non abbia posto come condizione al marito il divieto di risposarsi, oltre al diritto, in ogni caso, di ottenere il divorzio immediato in caso di secondo matrimonio. L’ampiezza del tema affrontato è tale da far ipotizzare - riferisce la tv Al Arabiya - che gli emendamenti, una volta approvati dal parlamento del Cairo, possano essere sottoposti a referendum popolare. In occasione dell’ultimo congresso del Partito Nazionale Egiziano, tenutosi l’anno scorso, il presidente Hosni Mubarak aveva sottolineato la necessità di modificare lo statuto personale in modo da adeguarlo agli sviluppi contemporanei. Commentando il testo, Ahmad al-Sayeh, docente all’Università di al-Azhar, ha sottolineato che «il matrimonio con più di una donna non compare nel Corano, né nella Sunna, fatta eccezione per la donna rimasta vedova e con figli orfani, considerandolo quindi una forma di previdenza sociale».
Secondo Sayeh i fautori della poligamia non hanno compreso correttamente il significato del testo coranico. «La poligamia implica molti aspetti dannosi e secondo la sharia respingere un danno ha la priorità rispetto alla ricerca di un vantaggio, oltre al fatto che trattare in modo giusto più di una moglie è impossibile», ha evidenziato Sayeh. Su posizioni opposte, invece, lo shaykh Ali Abu al-Hasan, ex presidente della Commissione azharita della Fatwa: «Non si può in nessun modo e in nessun caso vietare ciò che Dio ha reso lecito», ha detto Abu al-Hasan, affermando che «la poligamia compare nei testi giuridici islamici, nelle consuetudini pratiche e nelle azioni dei compagni del Profeta, che vanno considerate alla stregua della Sunna».