Dissidente avvelenato nel 1978: spunta un agente italiano

Sofia. Nuovi interrogativi sulla misteriosa morte nel 1978 a Londra dello scrittore e dissidente bulgaro Gheorghi Markov, passato alle cronache dello spionaggio come il caso dell’“ombrello bulgaro”(il dissidente fu colpito alla coscia con la punta avvelenata di un ombrello mentre aspettava un bus a Londra: morì quattro giorni dopo in ospedale). A sollevare nuovi interrogativi sono rivelazioni contenute nel dossier top secret del presunto killer, noto come l’agente “Picadilli” della famigerata “Darzhavna Sigurnost” (Ds) bulgara, i servizi segreti del regime comunista di Todor Zhivkov. Secondo quanto scrive in prima pagina il quotidiano di Sofia Dnevnik, “Picadilli”, alias Francesco Gullino (classe 1946), un commerciante italiano con passaporto danese reclutato dalla Ds, sarebbe stato addestrato in Bulgaria dal dipartimento Pgu, la struttura di spionaggio all’estero della Ds, pochi mesi prima della morte di Markov. L’italiano avrebbe ricevuto cospicue somme di danaro dai servizi e più tardi sarebbe stato insignito della medaglia della Ds per «meriti per la sicurezza della Repubblica popolare di Bulgaria». La polizia danese, su richiesta britannica, interrogò nel 1993 Francesco Gullino, il quale ammise di essere stato una spia bulgara ma si disse estraneo alla morte di Markov. Nello stesso anno Gullino-Picadilli lasciò la Danimarca e fece perdere le sue tracce.