«Distinguiamo i partigiani dai fascisti»

Sarà pure il giorno della Liberazione, ma sempre più spesso diventa anche l’occasione per rinverdire le polemiche di chi non vuole un gesto di riappacificazione che ponga fine ad oltre mezzo secolo di polemiche e scontri verbali tra destra e sinistra. Questa volta a prendere la parola è Giacomo Ronzitti, presidente del Consiglio regionale ligure, che coglie l’opportunità di essere oggi a Chiavari per festeggiare il «ritorno» della Liberazione, per sparare ad alzo zero contro la proposta di alcuni esponenti liguri di An. «Dobbiamo essere coscienti - dice l’ex Pci Ronzitti - che parlare della Resistenza come di una guerra civile, parlare di un malinteso senso di pacificazione di chi vorrebbe equiparare i partigiani alle camicie nere è non solo storicamente infondato, ma prima ancora moralmente inaccettabile».
Il riferimento, neanche tanto implicito, è nei confronti di Gianni Plinio, capogruppo regionale di An, che alcuni giorni fa ha chiesto al presidente della Regione, Claudio Burlando, di far deporre una corona di fiori anche al Sacrario dei Caduti della Rsi, nel cimitero di Staglieno. «Spero che il presidente Burlando voglia, con questo semplice atto, dare prova di pietà umana e di rispetto anche nei confronti del sacrificio dei vinti - spiega Plinio - Degli oltre 1.500 fascisti che riposano nel Sacrario di Staglieno, molti erano dei giovanissimi e tanti quelli massacrati a guerra ormai finita».
Plinio, comunque, insiste su quello che dovrebbe essere il comportamento corretto da tenere in queste occasioni. «Faccio solamente presente - chiarisce - che, in questo spirito di pietà e di riconciliazione, nel corso dei cinque anni di governo di centrodestra la Regione Liguria, al pari di altre amministrazioni italiane, deponeva corone di fiori sia sulle tombe dei Cauti partigiani sia sulle tombe dei Caduti della Rsi».