«Distruggono la famiglia, peggio di Zapatero»

da Roma

Non piace al centrodestra ma neppure alle famiglie. «Qualsiasi coppia, omosessuale o eterosessuale che sia, potrà di fatto autoproclamarsi famiglia se e quando vuole, e accedere ai sostegni e alle agevolazioni previste dalla legge come riconoscimento del ruolo sociale e della funzione pubblica della famiglia. Neppure Zapatero ha mai osato tanto», attacca il Forum delle famiglie. E la mozione approvata a Padova per il riconoscimento delle coppie conviventi, etero e omo, viene decisamente respinta anche dall’opposizione.
Il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, si limita ad un secco «non condivido questa iniziativa» mentre sempre da An si leva la voce di Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale per le politiche della famiglia. Pedrizzi giudica la mozione incostituzionale «poiché equipara, dal punto di vista giuridico, la famiglia fondata sul matrimonio a una fantomatica famiglia basata su vincoli affettivi, elevando a dignità tale da meritare la formalizzazione anagrafica, pubblica, alla pari della registrazione del matrimonio, un dato meramente privato e fattuale, costituito appunto dalla convivenza».
Per l’azzurro Maurizio Lupi «l’iniziativa assunta dal Consiglio comunale di Padova è molto grave e pericolosa perché vuole introdurre una legittimazione, non prevista dalle attuali normative, delle coppie di fatto, minando in questo modo il principio fondamentale della famiglia sul quale si basa la nostra società». Lupi giudica «assurdo e provocatorio che qualche esponente dell’Unione proponga addirittura una legge nazionale che andrebbe a calpestare i valori incarnati dalla famiglia e dalla persona».
La deputata padovana della Lega Nord, Paola Goisis, chiede «che cosa ne pensi il premier Romano Prodi» sia della mozione sia del plauso giunto da molti ministri del suo governo ad un provvedimento che sancisce «il riconoscimento delle coppie di fatto, etero e omosessuali, a Padova». Per la Goisis si tratta di una forzatura «provocatoria nei confronti dei cittadini che in campagna elettorale avevano avuto l’assicurazione che la famiglia omosessuale non era un punto del programma di governo. Si tratta di un vero e proprio attacco alla famiglia, intesa come unione di un uomo e di una donna fondata sul matrimonio, legalmente riconosciuta, fulcro della società, che noi della Lega Nord intendiamo difendere contro la deriva zapaterista della sinistra al governo».