Dite a Zarate che la palla si passa

A.A.A. Lazio cercasi... Perché a essere onesti c'è poco da dire. C'abbiamo provato, davvero, nel primo tempo. E pure se siamo andati negli spogliatoi sotto di un gol (con Beckham in millimetrico fuorigioco, ma ci sta che l'arbitro non l'abbia visto) ce la siamo giocata fino all'ultimo, col carattere e pure con un dignitosissimo calcio.
Poi però è arrivato il raddoppio e il punto è che - incassato il 2-0 a inizio ripresa - la Lazio è sparita come d'incanto. Vaporizzata. Palle buttate, squadra slegata e voglia zero. Ed è proprio il secondo tempo che ci riporta come d'incanto ai nefasti delle ultime settimane, quando per vedere un po' di grinta bisognava aspettare di andare uno o due sotto. Detto questo, preso atto dell'iniziale buona volontà del primo tempo, non ci rimane che fare i pignoli e - consigliati da chi se ne intende più di noi - sciorinare qualche numero: dieci gol subiti in otto giorni e, record dei record, undici partite consecutive in casa senza vincere.
Non era mai successo nella storia della Lazio e forse varrebbe la pena che ci riflettessero tutti su, dal presidente all’allenatore, passando per tutti i giocatori della squadra. A Zarate, invece, visto quanto ha fatto per tutto il primo tempo (e oltre) giro il consiglio che gli gridava ieri sera quello che mi stava seduto a fianco in tribuna: «A Zara' ma che te voi dribblà pure 'e foje...».