Diteci perché lasciate Genova e perché restate a Genova

(...) Ma resto qui proprio perchè ci sono Caricamento, Sottoripa e il Porto Antico.
Io vado via perchè ci sono giunte come quella di Beppe Pericu e quella di Marta Vincenzi. E resto qui perchè, dopo che la legge che impedisce più di due mandati ha mandato a casa Beppe Pericu, mi piacerebbe mandare a casa anche Marta Vincenzi.
Io vado via perchè sono stufo di vedere il Carlo Felice massacrato da litigi sindacali e da una gestione che non ha mai più raggiunto il livello di quando era sovrintendente Gennaro Di Benedetto, che Marta ha mandato via. Ma resto qui perchè mi piacerebbe continuare a vedere le opere al Carlo Felice.
Io vado via perchè è una vergogna che in Europa abbiamo fatto vedere un campo come quello del Ferraris la scorsa settimana. E resto qui perchè mi piacerebbe rivedere Sampdoria e Genoa in Europa l’anno prossimo.
Io vado via perchè è da cent’anni che raccontano che si fa il Terzo Valico. Io resto qui perchè, se si fa il Terzo Valico, i nostri figli possono lavorare in tutto il Nord Ovest senza andare via.
Io vado via perchè mi intristisce una città dove ci sono tante persone che sono più attente al fatto che vada male il vicino, piuttosto che pensare ad andare bene loro. Ma resto qui perchè questi qui sono comunque una minoranza. E le persone per bene riescono a cancellarli con i fatti.
Io vado via perchè le discussioni politiche più emozionanti riguardano parlamentari all’ottava-nona-decima legislatura e la loro ricandidatura e perchè la stampa dedica loro pure spazio. E resto qui, perchè oltre a questi della decima legislatura, ci sono tanti ragazzi perbene, come Maria Grazia Frija, Giacomo Giampedrone e Matteo Cozzani, gli spezzini di cui abbiamo raccontato in questi giorni e di cui racconteremo ancora nei prossimi, che di legislature non ne hanno mai avute e probabilmente nemmeno mai ne avranno, che fanno volontariato anche in politica e si impegnano allo spasimo senza mai chiedere nulla in cambio.
Io vado via perchè questa è una città dove un imprenditore del calibro di Vittorio Malacalza, uno che il mondo ci invidia, non riesce nemmeno a fare il presidente degli industriali. Ma resto a Genova anche perchè, nonostante tutto, anche Vittorio Malacalza la ama a tal punto che, se proprio deve andarsene, non se ne va oltre La Spezia.
Io vado via perchè questa è una città dove le istituzioni e pure le opposizioni capeggiano rivolte demagogiche contro Fincantieri. Ma resto qui anche perchè Fincantieri è la maggiore impresa della città e della regione e un amministratore come Giuseppe Bono dimostra che si può fare impresa pubblica senza finire sotto inchiesta, senza malaffare, senza demagogie e ragionando come un’impresa privata.
Io vado via perchè qui la cultura ha un colore unico, il rosso. Ma resto qui perchè, a partire da Palazzo Ducale e dal teatro dell’Archivolto, anche insieme a noi e a me, abbiamo iniziato ad usare anche altri pastelli e mi spiacerebbe lasciare il lavoro a metà.
Insomma, io resto.