Ditta condannata per « mobbing»

Colpito da «mobbing» verrà riassegnato ai suoi compiti. Lo ha deciso una sentenza del giudice del lavoro che, martedì, ha disposto che l’uomo, con una invalidità del 60 per cento, torni a ricoprire il ruolo di responsabile della contabilità.
Assunto dal 1969, il dipendente, 55 anni, dal 1999 era stato «degradato» da una dirigente a impiegato semplice. Una misura in seguito alla quale non aveva più collaboratori ed era stato costretto a trasferirsi nell’hinterland. La situazione poi si era evoluta anche se non di molto. Quattro anni fa, l’uomo era riuscito a riprendere il lavoro nella sede centrale anche se doveva svolgere compiti senza alcuna importanza. Mansioni che in lui provocavano un grande senso di frustrazione. Questo lo ha spinto a denunciare l’azienda che lo scorso dicembre era stata condannata al reintegro. Secondo la decisione del giudice, oltre a questo, la ditta doveva pagare 35mila euro di risarcimento. Ora l’uomo è a casa malato ma grazie alla sentenza riprenderà a lavorare tra un mese
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