Dal dittico lirico spunta Daniel Oren

Coupe de Theatre o Deus ex machina che entra al Carlo Felice? La notizia di una nuova collaborazione con Daniel Oren è inattesa, arriva fresca fresca dopo la "prima" vincente dell’altra sera, che ha visto l'entusiasmo alle stelle in un teatro esaurito. Insomma, si coltivano i successi, veri e sperati.
Ma ripercorriamoli, questi strazianti drammi d'amore e passione della serata: una regia, due cast, un'orchestra e tanto coro - compreso il neonato gruppo delle voci bianche, che ha raccolto con orgoglio i meritati applausi - e un direttore, Bartoletti, che sa decisamente come toccare le corde giuste: trascinante, belle sonorità, soprattutto accurate scelte musicali, con valorizzazione dei contrasti e dei timbri, anche se non sempre semplice da seguire, prova ne sia qualche incertezza ritmica del canto sul palco. La regia. Un esordio, quello di Lo Monaco, nel teatro lirico; con qualche perplessità nostra. Pagliacci ha un buon ritmo, sostenuto fino alla fine, con un bel gioco di colori e di costumi, immersi in un paesaggio con reminiscenze classiche: non molto chiaro però come due amanti clandestini possano abbandonarsi ad effusioni sulla pubblica piazza, proprio al centro della scena…e ancora: è proprio necessario far gettare la bambina sul cadavere della madre? Nota francamente un po' stonata e retorica in un dramma truculento già di suo. Ma procediamo; Cavalleria si basa su giochi di luce e proiezioni, che però non riescono ad imprimere quel movimento necessario ad un palcoscenico così ampio: tutto un po' statico e monocolore, soprattutto la processione pasquale. Cast migliore, e Licitra migliore, quello di Pagliacci, tutti hanno dato una buona interpretazione del ruolo. Il tenore, si diceva, con il giusto slancio "gridato" da vocalità verista, ha restituito il Canio stravolto dalla gelosia; Nedda (Vassileva), con una bella musicalità, soprattutto nel duetto con Silvio (De Candia) - anche lui degno di nota - e nella seconda parte del dramma. Bene Tonio (Gazale) e molto bravo Peppe (Gatell), morbido e sensibile nella serenata di Arlecchino. Cavalleria ha avuto un Turiddu un po' affaticato e una Santuzza (Neves) dall'emissione un po' diseguale; brava e con un bel timbro davvero Mamma Lucia (Vespasiani); buoni Alfio (Vitelli) e Lola (Gardina).