Diva per una foto sul web: "Perseguitata dai fan"

La diciottenne californiana Allison Stokke è finita suo malgrado su un blog e, da allora, immagini e video delle sue gare spopolano su internet

Sono famosi, me ne farebbero a meno. Per alcune settimane sono stati sulla bocca di tutti e corteggiati dai giornalisti per una dichiarazione. Peccato che loro, di interviste, non vogliono sentir nemmeno parlare e reclamano, come se servisse a qualcosa, il «sacrosanto diritto a un po’ di privacy». Non sono gli attori capricciosi o i neo-Vip appena usciti dall’ultimo reality, ma quelli diventati famosi per caso. Eroi di un giorno o persone normali che si sono trovate nel posto giusto al momento giusto.

L’ultima vittima della popolarità gratuita è Allison Stokke, una ragazza californiana a cui il Washintong Post ha dedicato la prima pagina. Motivo? Ha conquistato il campionato statale di salto con l’asta e ha vinto una borsa di studio per l’università della California. Nulla di veramente degno di fama intercontinentale. Eppure è diventata una star di internet e su You Tube spopola il suo video.
Il tutto comincia quando una sua foto finisce per caso sul web. E da lì si scatena l’ondata di attenzione. Un video di tre minuti con Allison che, contro una parete, analizza la sua performance in un altro meeting è stato già scaricato 150mila volte. Per avere un’idea, basta cliccare il suo nome su Google: sono 150mila le pagine che hanno a che fare con lei. Peggio se si butta l’occhio su Yahoo: 300mila pagine. Sono fioriti uno dopo l’altro i siti non autorizzati dei fan, corredati di foto e didascalie con commenti sessuali dei visitatori. Ora la giovane non esce più sola di casa, non risponde al telefono, è riconosciuta per strada quando cammina e ha ricevuto richieste d’intervista persino dal Brasile.

Qualcosa di molto simile è accaduto a Milano, qualche mese fa, quando per giorni tv e giornali non facevano che parlare della misteriosa «gatta del metrò». Aveva ballato la lap dance in metropolitana, appoggiata al palo dei vagoni. Stivali sopra il ginocchio, corpetto in lattice, cerchietto con orecchie di stoffa. È apparsa soltanto una notte, ma in poche ore è diventata una leggenda metropolitana. L’hanno cercata invano, mentre la sua storia è esplosa in rete, dominatrice fetish di siti, blog e forum. E tutti a chiedersi: «Esiste davvero?». Nove giorni dopo l’esibizione, spunta la sua prima foto. E mentre la sua immagine veniva cliccata duecentomila volte in 12 ore, lei si nascondeva. Una volta raggiunta, ha confessato: «Non ho letto i giornali e non ho guardato la Tv». L’hanno messa subito sul piano economico anche gli attori per caso del film Borat, che si sono sentiti ingannati dalla produzione.

Nessuno di loro, dicono, aveva immaginato che accettare quei 500 dollari significava finire sul grande schermo, all’interno della pellicola più discussa della stagione. A guidare la rivolta contro il film un istruttore di guida della contea di Baltimora, che ha raccontato alla televisione americana Abc di aver ricevuto una telefonata da una società di produzione impegnata nelle riprese di un documentario straniero chiedendo lezioni di guida. Psenicska non si meravigliò, dal momento che la sua scuola ha un programma specifico di lezioni per gli immigrati, solo che 18 mesi dopo non pensava si sarebbe trovato sul grande schermo.

La palma d’oro del «perseguitato» dalla fama (e dalla fortuna) va però un perfetto sconosciuto di nome Guy Goma, tassista immigrato congolese nel Regno Unito, che un giorno è entrato negli studi della Bbc a Londra per compilare un modulo per un posto di lavoro da elettricista, ma è stato scambiato per un esperto di internet che doveva essere intervistato in diretta e si è ritrovato davanti a una telecamera puntata, un giornalista e qualche milione di telespettatori che volevano ascoltare il suo parere sulla disputa giudiziaria tra la Apple e i Beatles. Da allora Goma è diventato una celebrità, con un sito dedicato al suo qui pro quo, una rassegna stampa di articoli degna di una rockstar e ora anche un contratto con un produttore cinematografico di Hollywood, che vuole girare un film su di lui.