Diventa un giallo (tutto da ridere) il Natale di marzo

Uno strano invito per un weekend in un isolato e inquietante casale di montagna, due fratelli chiamati a rivedere un vecchio zio che non incontrano da 15 anni, una fattucchiera sonnambula che nottetempo si diverte a guidare l’autobus, un’anziana paralitica assetata di sesso e misteriose apparizioni di coscienza. Scritta e diretta da Marco Falaguasta (uno dei protagonisti della soap opera «Cento vetrine»), «Due volte Natale», in scena al teatro Testaccio fino al 25 febbraio, è una divertente e surreale commedia dell’attesa dove niente è quel che sembra e dove le risposte ai tanti interrogativi arriveranno solo all'ultima scena. Perché nonostante il calendario aperto su marzo in quella casa si prepara il presepe e tutti si scambiano gli auguri? Cosa si nasconde dietro gli strani comportamenti e le eccentricità di quella famiglia sui generis? Lo scopriranno a loro spese Bibbo e Cristiano, i due ingenui fratelli catapultati in una girandola di equivoci e paradossi che alla fine (forse) gli regalerà l’amore inseguito da una vita.
Interpretata con brio e aderenza dalla numerosa e affiatata compagnia «Bona la prima» (Vanessa Fulvio, Danilo De Santis, Vasco Montez, Rosa Genovese, Silvia Pasero, Mario Tribastone, Tiziana Procopio, Silvia Catalano e Piero Scornavacchi nel ruolo della signora Pina), «Due volte natale» (nel 2002 lo stesso Falaguasta diresse il film interpretato da Franco Interlenghi, Nathalie Caldonazzo, Francesca Rettondini e Valeria Fabrizi) è un giallo-comico che mette in scena le nostre piccole e grandi ipocrisie tra atmosfere sospese e sguardi sospettosi. Per scoprire, in mezzo a sensuali balletti e supposte di glicerina, prelievi di sangue e pistole puntate, gelati spalmati sul naso e assenza di freni inibitori, che forse sognare fa rima con vivere.