Diventa reato tenere in vita il malato a ogni costo

Sarà vietato l’accanimento terapeutico

Erica Orsini

da Londra

Rischieranno il carcere i medici britannici che praticheranno l’accanimento terapeutico. Questo almeno è ciò che prevede il Mental Capacity Act, un nuovo pacchetto di leggi in vigore in Gran Bretagna dalla prossima primavera, destinato a regolamentare la condotta «etica» di medici, infermieri e assistenti sociali. Tra le novità della riforma, promossa dal ministro della Giustizia Lord Falconer con il pieno sostegno di quello alla Sanità Patricia Hewitt, quella che sta già facendo molto discutere è l’intenzione del governo laburista di dare potere legale alle volontà dei pazienti che, in piena facoltà d’intendere e di volere, abbiano lasciato una disposizione scritta in cui si esprime il desiderio di non venire tenuti in vita artificialmente.
Da quanto spiega il Daily Mail, il Mental Capacity Act affronta la questione del diritto a morire mettendosi dalla parte del paziente che richiede di esercitarlo, ma obbliga tutti gli operatori sanitari a rispettare queste volontà, pena una condanna penale per violenza (fino a cinque anni di carcere) o nella migliore delle ipotesi un risarcimento danni. Una presa di posizione netta, quella di Falconer, che a molti non piace per nulla. I più critici ritengono che la sua approvazione equivalga ad un muto e vigliacco assenso all’eutanasia, concetto forse troppo forte sul quale legiferare ma che in questo modo viene fatto «passare dalla porta sul retro». Certo, la legge di Lord Falconer dice anche che i medici possono dichiararsi obiettori di coscienza e rifiutarsi di «staccare la spina» per ragioni religiose e morali, ma continua affermando che saranno costretti a passare il caso ad altri colleghi senza troppi dubbi etici. «Così aumenta il rischio – ammonisce ancora il Mail – che la famiglia o gli amici del paziente che ha chiesto di essere lasciato morire, privati di un’eventuale guadagno finanziario derivante dalla sua morte, siano sempre più portati a trascinare in tribunale il medico che si è rifiutato di ucciderlo». «Molte disposizioni da parte dei pazienti sono state sottoscritte ignorando completamente le loro implicazioni letali o l’esistenza di cure alternative – ha dichiarato Jacqueline Laing, insegnante di diritto alla London Metropolitan University –. Questa legge tende solo a criminalizzare i medici che tentano di salvare una vita».