Per diventare genitori un percorso a ostacoli

L’adozione di un bambino è un percorso lungo e impegnativo. Occorrono per legge requisiti specifici per diventare genitori adottivi, oltre a una serie di documenti e certificazioni da presentare. La richiesta di adozione deve provenire da una coppia di genitori, unita in matrimonio, celebrato almeno tre anni prima della richiesta di adozione. La differenza di età tra adottanti e adottato deve essere compresa tra un minimo di 18 e un massimo di 45 anni. La stabilità della coppia è considerata una condizione fondamentale per il benessere del futuro figlio. La coppia che si riconosce nei requisiti può iniziare l’iter di adozione presentando domanda a un Tribunale per i minorenni. La coppia deve attendere l’esame e il parere del Tribunale, che potrà incaricare delle indagini sui requisiti i servizi socio-assistenziali degli enti locali o professionisti che lavorano all’interno delle aziende sanitarie locali e ospedaliere. Sotto esame, la capacità dei coniugi di educare il minore, la loro situazione personale ed economica, le condizioni di salute dei futuri genitori, l’ambiente familiare, le motivazioni della domanda. La coppia potrà essere convocata per sostenere dei colloqui con il giudice minorile oppure con équipe di specialisti. Il Tribunale ha 120 giorni di tempo per gli accertamenti. Il termine è prorogabile una sola volta. Terminate le indagini il Tribunale decide quale coppia tra quelle che hanno presentato domanda di adozione è la più idonea alla funzione genitoriale e dispone con un’ordinanza l’affidamento preadottivo: un periodo di prova di un anno in cui si verifica la capacità della famiglia di accogliere il minore prima di deliberare l’adozione vera e propria. Se, terminato l’anno di affidamento, il giudice si pronuncia in favore dell’adozione, il bambino acquista lo stato di figlio legittimo della coppia e assume il loro cognome.