«Per diventare Primo ho fatto la dieta all’ingrasso»

Trovato dopo lunghe ricerche l’attore che doveva essere gigantesco e saper tirare di boxe: «Ho studiato la vita del campione nei particolari»

Nostro inviato a New York

Per mesi Martinelli ha cercato il suo uomo, anzi il suo pugile, invano. Per rendere al meglio Primo Carnera aveva bisogno di un ragazzo altissimo, che parlasse in inglese, che sapesse recitare e che fosse pure capace di tirare di boxe. Insomma, un’impresa impossibile. Poi, è saltato fuori Andrea Iaia: un metro e 98 di altezza, 107 chili, 27 anni, mani e piedi enormi, appena diplomato attore, nel curriculum l’Actors Studio, esperto di arti marziali e di body-building, studi a Londra. In più, una faccia gentile, occhi dolci, un bel carattere, insomma un gigante buono proprio come fu soprannominato Carnera. E per lui si è aperta una chance che ricorda quella più epica del pugile friulano. «È stata per me una grande sfida interpretarlo, ho studiato la sua vita nei minimi dettagli - racconta il giovane attore - ho incontrato sua figlia Giovanna, sono stato a Sequals dove è nato, ho visto tutti i suoi filmati. E, dopo questa esperienza penso di essere cresciuto anche come persona, il suo insegnamento mi è rimasto appiccicato. E spero che la gente abbia voglia di andare a rivivere la sua storia al cinema».
Per Iaia è stata una prova dura. Altissimo, ma non abbastanza robusto, ha dovuto sottoporsi a una dieta all’ingrasso. «Per arrivare al peso di Carnera, ho dovuto aggiungere ai miei 107 chili altri venti». Una dieta che andava da una montagna di uova alla mattina ai due polli a mezzogiorno a litri di spremute. «Dargli da mangiare è stata la spesa più alta di tutta la produzione», scherza il regista Martinelli. Ma oltre al peso, Iaia ha dovuto prepararsi come pugile. «Avevo fatto allenamenti da ragazzo - racconta - però solo a livello amatoriale, sono più esperto di arti marziali. Così ho impiegato un anno per imparare la tecnica ed essere credibile come un pugile degli anni Trenta».
E sul set non si è tanto scherzato. «In una sequenza - racconta Martinelli - riprendo un pugno assestato benissimo, dico “uau ragazzi questa è venuta benissimo”, poi tolgo l’occhio dalla telecamera e vedo Antonio Cupo cadere svenuto con il naso sanguinante». Grande preoccupazione sul set, soprattutto dell’attore che ha costruito sulla bellezza la sua carriera, ma il naso non è rotto. Tra costole incrinate e incidenti vari, Iaia ora è tornato al suo peso «normale». E aspetta con ansia l’uscita nelle sale: gli basterebbe raggiungere una piccola percentuale della popolarità che ebbe il suo personaggio.