«Divento calabrese per Scarpetta»

Ferme restando le sue ascendenze transalpine (è tratta dall’Hotel du libre-echange di Georges Feydeau), la commedia di Eduardo Scarpetta L’albergo del silenzio è pervasa di «napoletanità». Vi si respira aria di Vesuvio, eppure, nello spettacolo che debutta oggi alla sala Umberto con la regia di Lorenzo Salveti, c’è una voce fuori dal coro: è quella di una signora di mezza età, donna Rosa, che parla con uno spiccato accento calabrese. A interpretarla è Simona Marchini, che rivela di aver suggerito lei stessa un dialetto su misura per il suo personaggio. «Per me è una novità lavorare in un contesto così fortemente partenopeo - spiega l’attrice romana, che vedremo nella serie televisiva Don Matteo e che progetta di proporre in primavera anche al pubblico romano il monologo Storia di una capinera, regia di Matteo Tarasco -, non sarei riuscita a recitare in un napoletano corretto. Allora ho pensato a un’inflessione più agevole per donna Rosa. Per la precisione, ha un accento cosentino, della zona di Rossano: una parlata che ho orecchiato fin da bambina, quando lì trascorrevo le vacanze estive con la mia famiglia».
La messa in scena (liberamente adattata da Salveti assieme a Paola Ossario e interpretata, tra gli altri, da Giovanni Esposito, Mimmo Esposito, Ernesto Iama e Tonino Taiuti) presenta gli ingredienti tipici della comicità classica: equivoci, sorprese e successivi riconoscimenti (le agnizioni di plautina memoria). «Insomma racchiude il piacere del teatro - prosegue Marchini -, un genere che non smetterò mai di consigliare perché è onesto, avviene dal vivo e il rapporto tra spettatore e attore è corretto, autentico ed energetico. In un’epoca in cui tante cose sono virtuali e finte, non è poco che un attore si metta in gioco senza paraventi. Per non dire dei contenuti: il teatro è sempre didattico e ci mostra la vita e la realtà dei sentimenti. Insomma, il mio consiglio è: andate a teatro per vivere». E di emozioni, la commedia di Scarpetta ne ha tante in ballo: c’è l’amore, con il suo carico di tradimenti e gelosie, c’è la possessività (mostrata ad esempio da donna Rosa, sposata a un uomo ben più giovane, da lei tenuto sotto perenne controllo) e non manca la paura, alimentata dalle voci secondo cui nell’albergo al centro della storia abitano gli spiriti. Invece del silenzio e della «massima sicurezza e segretezza per tutti» del sottotitolo, i personaggi troveranno nell’hotel un certo trambusto, tra coppie in cerca di intimità, un avvocato affetto da una forma particolare di meteoropatia e le sue nipoti educande, e poi Michele il perito, alter ego di Scarpetta, specie di «ghostbuster» inviato per verificare la presenza di fantasmi. Scene e costumi sono di Bruno Buonincontri.
Sala Umberto, ore 21. Repliche fino al 16 dicembre, mercoledì ore 18.30, sabato 1° dicembre ore 17 e ore 21, domenica ore 17.30. Informazioni: 06. 69925819 e 06.6794753.