Il dividendo è importante ma bisogna giocare su più tavoli

Gli indici di Borsa hanno perso il 50% da inizio anno e quasi il 60% dal massimo del 2007. Si può affermare che gli attuali prezzi delle azioni siano quantomeno corretti se non, in linea di principio, addirittura convenienti. Tuttavia non tutti i settori sono uguali e, soprattutto, ogni titolo fa storia a sé: il management (cioè chi lo dirige nelle strategie), la posizione di mercato, la solidità patrimoniale, i debiti, la capacità di contenere i costi, sono tutti elementi che fanno la differenza e possono permettere a una società di affrontare meglio la difficile congiuntura che l’aspetta.
In tutti i casi è opportuno orientarsi sui titoli meno legati al ciclo economico e che potranno resistere meglio al previsto rallentamento dei consumi: aziende dei settori energia, farmaceutico, autostrade e telefoni. Anche le azioni ad alto dividendo (meglio ancora se dei settori prima elencati) sono da preferite soprattutto se la cedola 2008 sarà pagata anche nel 2009: tra queste, per esempio, Enel, Snam Rete Gas, Terna ed Eni hanno praticamente confermato per l’anno prossimo lo stesso dividendo 2008.
Altra regola fondamentale è diversificare il rischio su più titoli: per quanti hanno pochi risparmi è quindi consigliabile affidarsi a un buon fondo azionario o, ancora di più, a un Etf azionario che costa molto meno dei fondi tradizionali e può essere rivenduto tutti i giorni in Borsa.
Inoltre è da preferire la tecnica dei piani di accumulo (cioè frazionare l’investimento in più tranche) in modo da mediare i prezzi di acquisto e, di conseguenza, diluire i rischi che comporta l’investimento in un solo momento. Infine, una volta presa la decisone della quota da destinare alle azioni (sul totale del proprio patrimonio), è necessario mantenerla per almeno tre anni: questo a meno di un forte guadagno in breve tempo come, per esempio, un +20% in tre mesi o un +30% in sei mesi.