«Divieto assoluto di togliere cibo e acqua»

RomaSu un punto le tre mozioni presentate ieri in Senato dopo la morte di Eluana Englaro erano d’accordo: in Italia è necessaria una legge che sancisca la differenza tra cura e accanimento per i malati gravi, ma non si può staccare la spina per legge, non può esistere eutanasia. Con la differenza che la mozione di Pdl, Lega, Mpa e Udc, votata anche da quattro senatori del Pd tra i quali Francesco Rutelli, era più essenziale, concentrata sull’aspetto della nutrizione e dell’idratazione, il più legato al modo in cui è morta Eluana. Non si fa riferimento alla volontà anticipata dal malato, che sarà oggetto di una legge specifica già in discussione. Il testo presentato come primo firmatario dal presidente del senatori del Pdl Maurizio Gasparri e votato dall’assemblea di palazzo Madama è un atto di impegno per il governo affinché «nel nostro Paese nessuno debba più morire di fame e di sete». Il documento parte da una premessa: «È sempre più urgente la discussione e l’approvazione di norme che garantiscano la certezza di cure idonee e di adeguata assistenza nella fase terminale dell’esistenza ovvero quando le condizioni personali non consentano di provvedere in maniera autonoma alle necessità vitali fondamentali». Nella «piena convinzione», aggiunge la mozione, «che nel nostro Paese nessuno debba più morire di fame e di sete». Il Senato impegna quindi il governo «a garantire che l’alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere negate da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi». Dare da mangiare e bere a un malato, alimentarlo con il sondino, non è ostinazione nella cura, ma principio basilare dell’assistenza nello Stato italiano. E questo non deve essere negato a nessuno.
Un solco netto nella direzione della vita e contro ogni forma di abbandono del malato. Una «direttrice che non potrà essere ignorata», l’ha definita Gasparri: «Un indirizzo importante per tutti i casi analoghi» a quello di Eluana Englaro affinché non capito mai più ciò che ha denunciato l’altro giorno in aula il vicecapogruppo Gaetano Quagliariello: «Eluana non è morta, è stata ammazzata». Rispetto alla prima stesura, la mozione è diventata più inflessibile su un aspetto: la richiesta era inizialmente legata a questa fase transitoria, in attesa dell’approvazione di una legge sul fine vita. Nell’ultima versione, il divieto di togliere cibo e acqua diventa assoluto.