La divisa di Vittorio Emanuele non era fascista

Egregio dottor Lussana, lettore assiduo del «Giornale» considero l’inserto ligure da lei diretto - e gli argomenti in esso affrontati - un impegno brillantemente assolto, ma mi consenta di segnalarle la superficialità, di certo in buona fede, delle didascalie di foto con temi militari.
Tempo addietro a proposito di un argomento navale una didascalia indicava come nave da guerra un mercantile ed oggi, sotto la foto a pag. 46 è scritto:
«Capo dell’Esercito iI Re Vittorio Emanuele III in divisa militare fascista».
Il re indossa, come Badoglio e l’altro generale, la divisa di Ufficiale generale del Regio Esercito e pertanto l’aggettivazione di «fascista» è del tutto fuori luogo. Divisa militare fascista fu quella della Milizia volontaria sicurezza nazionale, spesso indossata da Mussolini quale Caporale d’onore.
Con i più cordiali saluti.

Giovanni Petrilli
Caro Lussana, se la fotografia, riportata a pag. 46 del giornale di sabato, è stata fornita dal capogruppo Ds del consiglio regionale è comprensibile l’errore madornale che compare nella didascalia: poiché i fascisti non mangiavano i bambini, i comunisti li devono infilarli in tutte le minestre.
Nella fotografia compare il Re, con altri militari, ma tutti vestono la normale divisa con i gradi e le stellette, dell’Esercito Italiano dell’epoca: è solo per ignoranza che, il comunista ha visto la divisa fascista?
Cordiali saluti

Francesco Gervasio
Egregio direttore, nelle pagine di «Genova» è stata pubblicata, in data 01.04.06 una fotografia con didascalia errata: «Vittorio Emanuele III non indossa la divisa fascista, bensì quella del regio esercito.
A scopo collaborativo, cordiali saluti da un vecchio repubblicano.