Il divo e Gomorra Italia protagonista sulla Croisette

Nel cartellone del Festival anche «Sanguepazzo» di Giordana e «Il resto della notte» di Munzi. Castellitto in giuria, Eastwood in gara

da Parigi

Dopo l'edizione del Festival di Cannes senza film italiani nel concorso, quello del 14-25 maggio 2008 ne avrà invece due: Gomorra di Matteo Garrone e Il divo di Paolo Sorrentino; fra gli Eventi speciali sarà Sanguepazzo - un’unica parola, il regista ci tiene molto - di Marco Tullio Giordana. Fra le rassegne parallele, la Quinzaine des réalisateurs avrà Il resto della notte di Francesco Munzi; la Sémaine della critique avrà Forse Dio è malato di Franco Brogi Taviani. E va aggiunto che Sergio Castellitto sarà nella giuria del concorso, presieduta da Sean Penn, insieme alle attrici Natalie Portman e Alexandra Maria Lara, e ai registi Alfonso Cuaròn (messicano), Rachid Bouchareb (francese) e Apitchapong Weerasethakul (thailandese).
Il Festival registra dunque un miglioramento rispetto alla lunga e cronica sterilità artistica del cinema italiano. Da ora anche delegato generale, il selezionatore Thierry Frémaux è stato lieto di sottolineare ieri che, dopo le vacche magre italiane del 2007, il 2008 è di vacche grasse. Non è un pentimento/risarcimento: il tempo ha dato ragione a Frémaux e torto ai suoi detrattori dell'anno scorso: infatti i film italiani esclusi da Cannes sono approdati alla Mostra di Venezia e alla Festa di Roma: per arenarvisi.
Ma torniamo al presente. La scelta di Frémaux, fra i 1.792 lungometraggi che gli sono stati sottoposti, del trittico principale italiano era prevedibile e prevista. Sorrentino sarà alla terza presenza in concorso a Cannes; Garrone sarà invece alla prima (ma era già stato in concorso a Berlino con L'imbalsamatore). I loro nuovi film hanno soggetti «da festival»: Il divo (sottinteso: Giulio), con Toni Servillo e Gianfelice Imparato, racconta di Andreotti e ne ricondurrà la sessantennale politica alle accusa per mafia (uscita nelle sale italiane il 28 maggio); mentre sulla camorra è Gomorra, tratto dal libro omonimo di Roberto Saviano (Mondadori) e interpretato sempre da Toni Servillo e Gianfelice Imparato (uscita nelle sale italiane il 16 maggio). Quanto a Giordana, premio del Certain regard con La meglio gioventù, poi in concorso con Quando sei nato non puoi più nasconderti, evoca ora in Sanguepazzo l'assassinio a Milano nell'aprile 1945 degli attori Luisa Ferida (Monica Bellucci) e Osvaldo Valenti (Luca Zingaretti). Resta dunque la costante: il cinema italiano da festival, specie da festival straniero (o premio Oscar) è quello dei «panni sporchi», che già ai tempi del neorealismo proprio Andreotti raccomandava invece di lavare in casa.
Insolita invece l'attenzione per il nostro sud da parte di un altro film del concorso, The Palermo Shooting («Filmare», ma anche «Sparare a Palermo») di Wim Wenders, regista tedesco che si era dedicato in precedenza a storie ambientate in gran parte del mondo, dal Portogallo al Giappone, ma aveva lasciato il meridione italiano ad altri connazionali, come Werner Schroeter. Si noti che Wenders è l'unico festivaliero di lungo corso in competizione. Ne mancano per esempio Pedro Almodòvar, Ken Loach e Lars von Trier, che non hanno finito i loro film. E Quentin Tarantino, in carenza di film e soprattutto di vena, viene riciclato per la «lezione di cinema». Fra i veterani si nota la presenza attiva - e inattesa, perché il film pareva non ancora terminato - di Clint Eastwood con Changeling (Scambio); già il suo magnifico Mystic River era stato in concorso senza ricever premi, ma ciò non ha dissuaso Eastwood dal riprovarci. Un vincitore - con Sesso, bugie e videotape - che torna in concorso è invece Steven Soderbergh con Che, quattro ore di proiezione, almeno per chi lo vedrà qui: per il pubblico il film sarà poi diviso in due parti. Normale invece la lunghezza dei film fuori concorso di Woody Allen, Vicky Cristina Barcelona, e di Steven Spielberg, assente da Cannes fin dal Colore viola, dove torna con il finale (forse) del ciclo di Indiana Jones: Il Regno del teschio di cristallo. Emir Kusturica, anche lui come Tarantino a corto di ispirazione, presenta fuori concorso il documentario Maradona; e James Toback presenta il documentario Tyson (arriverà sulla Croisette il pugile stesso).
Direte a questo punto: ma allora chi apre il Festival e chi lo chiude? Non si sa. Sarà annunciato nelle prossime settimane. Né Frémaux ha detto nulla dell'omaggio a Claudia Cardinale di cui si parlava per i suoi 70 anni; ha parlato solo di quello per i 100 di Manoel Oliveira, che dell'attrice potrebbe essere padre.