DIVO GARRY, Jannuzzo fa i «capricci»

Il protagonista è un attore di successo che vive con tormento la crisi di mezza età

Garry, ovvero un uomo viziato, capriccioso, bizzoso, sempre al centro del mondo; sarà Gianfranco Jannuzzo a vestire con abilità gli abiti dell'artista che, al Teatro Manzoni fino al 2 marzo, è il protagonista de Il Divo Garry, la commedia del 1939 scritta da Noël Coward attraverso la quale l'autore inglese ha dipinto con tratti marcati il ritratto di un uomo contraddittorio e di grande intensità. Prodotta dalla Contrada-Teatro Stabile di Trieste, la nuova edizione da palcoscenico della commedia si colora di nuovo grazie alla direzione di Francesco Macedonio.
Un uomo a dir poco spietato con le donne, un grande conquistatore, capace di gestire i suoi successi amorosi nell'arco di una notte; solo Liz, la ex moglie fedele, interpretatata da Daniela Poggi, sembra riuscire a tenere le redini del marito che, ancora una volta in preda alla passione per la moglie del suo agente, la bella Joanna, tentenna e vacilla. La caparbia Liz, sempre decisa a fare ragionare Garry, scatena il suo temperamento. «È una seria prova di prosa - dichiara il siciliano Jannuzzo, che con il protagonista condivide solo la professione d'attore e la crisi di terza età - costellata di spunti e situazioni divertenti; il regista ha portato a termine un intenso lavoro sugli attori, caratterizzandoli, nel pieno rispetto dell'attenzione che l'autore inglese aveva rivolto a tutti i personaggi della vicenda, figure che ruotano attorno a Garry, ma che non rappresentano solo una sterile cornice». Fu lo stesso autore Coward ad interpretare il ruolo del protagonista Garry Essendine, dando prova della forte drammaticità del personaggio attraverso i numerosi monologhi, e consacrando il testo al successo; Present Laughter, un testo molto garbato, di umorismo tipicamente inglese, pervaso di comicità non fine a se stessa ma di situazione, esplode ancora nella sua eleganza e nella sua leggerezza, anche sui palcoscenici londinesi e di Broadway. I dialoghi brillanti, costruiti come un meccanismo ad orologeria, trasformano la vicenda partendo da una commedia sofisticata per sfociare in una vaudeville. «Garry è molto diverso da me - spiega Jannuzzo -. Io non sono un divo e vivo di concretezza, avvalendomi delle mie doti artistico-professionali, ma senza atteggiarmi». Inserito in un folto entourage dove la segretaria, interpretata da Paola Bonesi, segretamente innamorata di Garry, gestisce il traffico dei pianeti che girano attorno a questo sole, la governante Miss Erickson (Maria Serena Ciano), Danila Stalteri, la giovane Joanna, moglie del suo agente Henry, Adriano Giraldi il maggiordomo, l'ex moglie Liz, Garry vive i suoi contrasti esistenziali. «Attore nella vita e sulle scene, Garry vive costantemente nel dubbio che le persone lo adulino per interessi reconditi e non per semplice affetto di suoi confronti - continua Jannuzzo -. Ritorna il tema caro a Pirandello dell'essere e dell'apparire». Garry è un bambinone, fragilissimo, tanto solo; anche se apparentemente forte del suo fascino e del suo successo, sembra, nelle sue fruscianti vestaglie, un indomito cavallo di razza coccolato dal mondo intero.
Il divo Garry
Teatro Manzoni, via Manzoni 42
Dal 5 febbraio al 2 marzo
Orari: feriali 20.45,
domenica 15,30.
Tel: 02 -763690630