Il divo Scamarcio sarà presto padre

da Roma

In fondo è il coronamento di una bella e matura storia d’amore. Senza lucchetti a Ponte Milvio, senza scritte sui muri a caratteri cubitali, senza struggimenti tardo-adolescenziali: quelli lasciamoli al mondo di Ho voglia di te. La notizia, ancora non ufficiale, è che Riccardo Scamarcio (anni 27, da Trani) e Valeria Golino (anni 41, da Napoli), entrambi attori, lui sulla cresta dell’onda nei panni del mitico Step, lei musa ispiratrice di un certo cinema d’autore, aspettano un figlio. La conferma manca, i due ancora non ne parlano apertamente, se non per allusioni scherzose. Ma la crescente rotondità di Valeria, notata qualche giorno fa in un ristorante sul lungomare di Ostia e martedì a una serata per vip dello spettacolo organizzata da Prada, starebbe lì a testimoniare la buona novella. Tra gli amici c’è chi annuisce. Del resto, non più di qualche settimana fa, Scamarcio confessò a Cosmopolitan: «È un fatto naturale avere figli, rappresenta la continuazione della specie. Certo, quando avevo vent’anni non ci pensavo nemmeno, ma col passare del tempo è un sentimento maturato dentro di me. Solo che se oggi uno a ventisette anni vuole diventare padre, suona strano». E dunque...
La coppia, pur nella differenza di età, sembra ormai rodata, stabile, capace di resistere alle intemperie professionali e ai capricci sentimentali. Si conobbero sul set di Texas, di Fausto Paravidino, dove lei era una maestra di Ovada, malamente sposata, pronta a far soffrire il marito per assecondare la passione verso un ragazzo un po’ scapestrato; ne nacque un amore subito dichiarato, certo esposto alla luce dei riflettori, ma non convenzionale. Ormai asceso a sex-symbol nazionale, Scamarcio è l’interprete più richiesto del momento. Fa un film dietro l’altro, forse troppi. Prima di Ho voglia di te, già a quasi 13 milioni di euro, ha girato Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, Manuale d’amore 2 di Giovanni Veronesi e Go go tales del maledettissimo Abel Ferrara; ora l’aspettano Colpo d’occhio, un thriller di Sergio Rubini nel quale darà corpo a un giovane scultore «sauvage» nel mirino di un luciferino critico d’arte, subito dopo Pericle il nero, sempre con Ferrara.
I suoi occhi cerulei fanno impazzire le ragazzine, pronte a lanciargli i reggiseni, a registrare sul diario le battute che sussurra, a palpitare per il suo look un po’ stropicciato, da impunito finalmente pacificato con se stesso, per il suo corpo non palestrato, insidiato da una leggera pinguedine sui fianchi. Ha lo sguardo disciplinato al sorriso, ma è raro vederlo ridere. Non a caso, intervistata da Cesare Lanza, la temperamentosa Valeria Golino sentenziò: «Non mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere. Finiamola con questa leggenda dell’umorismo che favorisce l’amore. Si diventa complici e amici ridendo, ma si ammazza l’erotismo». La domanda è: cosa diranno ora le fan di Step?