Divorzia a 9 anni: fate come me

«Fate come me. Se i vostri genitori vi costringono a sposarvi andate dal giudice e chiedete il divorzio». Nujood Ali ha oggi dieci anni, ma ne aveva nove quando divorziò da un uomo di trent’anni cui suo padre l’aveva data in sposa. Nel suo Paese, lo Yemen, simili aberrazioni sono purtroppo la regola: più della metà delle donne contraggono matrimonio tra i dieci e i quindici anni d’età, ovviamente contro la loro volontà. Il suo caso era venuto alla luce grazie al suo coraggio poco più di un anno fa, portando all’annullamento delle nozze. Ma ieri Nujood è tornata alla ribalta per aver ricevuto il premio di Glamour America “Donna dell’anno 2008” insieme a celebrità come Hillary Clinton e Nicole Kidman e per aver concesso un’intervista al quotidiano pan-arabo Al Sharq al-Awsat.
«Non facevo una vita normale - ha detto con semplicità la bambina -. Papà mi aveva fatto firmare il contratto di matrimonio dicendo che fino al compimento dei 18 anni sarei rimasta a casa. Ma dopo poche settimane mi ha portato da mio marito». Quell’uomo, che data l’età avrebbe potuto essere suo padre, la picchiava e le usò violenza sessuale. La legge gli dava torto e ragione allo stesso tempo: torto perché consentiva i matrimoni dei minorenni pur imponendo di attendere «la maturità» per avere rapporti sessuali, ragione di fatto in quanto non prevedeva sanzioni verso chi infrangeva la legge stessa. Nujood trovò il coraggio di presentarsi da sola dal giudice della capitale yemenita Muhammed al-Qadhi e raccontò la sua triste storia.
Il giudice la ascoltò e fece arrestare sia il marito sia il padre della bambina. Il primo rifiutò di concederle il divorzio, rivendicando i suoi diritti in quanto aveva ottenuto Nujood dai suoi stessi genitori; il secondo ne venne fuori per quel che era, un povero disgraziato spinto a un gesto squallido dalla miseria. La stessa Nujood oggi cerca di giustificarlo: «Papà l’ha fatto perché era povero e aveva bisogno di soldi», ha detto nell’intervista. Alla fine le nozze furono annullate e il clamore provocato dal caso della coraggiosa bambina di Sana’a portò a un cambiamento epocale per lo Yemen: il Parlamento votò una legge che fissa l’età minima per sposarsi a 17 anni, sia per gli uomini che per le donne.
La «donna dell’anno 2008», nel frattempo è tornata a casa e a scuola: frequenta la terza elementare. E si è fatta fotografare senza il velo per dire alle sue coetanee oggetto di violenza di trovare il coraggio che lei ha trovato.