Divorzia la prima coppia di fatto: Mastella vuol lasciare il Professore

L’Udeur non torna indietro: «Pacs chiari, amicizia lunga. Potremmo correre da soli». E la Margherita corteggia i Radicali

Francesca Angeli

da Roma

Per riconoscere i diritti delle coppie di fatto Romano Prodi rischia di divorziare dall’Udeur. Ma se Clemente Mastella è a un passo dal rompere con l’Unione e andare per conto suo alle elezioni non è escluso che nel centrosinistra arrivi un nuovo alleato. La Margherita potrebbe tentare di rimpiazzarlo mettendo in piedi un accordo elettorale con Marco Pannella e i Radicali.
Il partito di Francesco Rutelli fa quadrato intorno a Romano Prodi che ha scatenato un vespaio con la sua proposta di istituire anche in Italia i Pacs (patti civili di solidarietà fra conviventi anche dello stesso sesso). Bersaglio dell’irritazione di Franco Marini e Pierluigi Castagnetti (ampiamente esternata ieri durante l’esecutivo del partito) le dichiarazioni di Mastella, «reo» di aver paragonato Prodi al leader spagnolo Zapatero che ha dato il via libera ai matrimoni gay anche nella cattolicissima Spagna.
«Capisco la competizione per le primarie ma che si falsifichi la realtà è assolutamente inaccettabile», attacca Castagnetti che giudica le dichiarazioni di Mastella strumentali. Dello stesso tono i commenti di Marini. «Impossibile dialogare con uno che paragona Prodi a Zapatero», avrebbe detto Marini. Più cauto Rutelli che però ha sottolineato la necessità di fare muro in difesa del Professore. Molti petali della Margherita poi sarebbero arrivati a mettere in discussione l’utilità di un accordo elettorale con l’Udeur. Viste le reciproche posizioni pare ai più davvero improbabile presentarsi insieme nella quota proporzionale. Oltretutto, ragionano nella Margherita, l’accordo con Mastella non porterebbe chissà quanti voti al sud. Dunque tutto potrebbe saltare anche se Castagnetti ritiene prematuro affrontare la questione visto che «non si sa neppure come si voterà». Sarebbero poi molti gli esponenti Dl a guardare con simpatia ad un accordo con i radicali. E tra i commenti all’uscita di Prodi quelli dei radicali sono tra i più entusiasti. Marco Cappato chiede a Prodi di insistere su questa strada impegnandosi anche per la libertà di ricerca riformando la legge 40 sulla fecondazione assistita.
Mastella comunque non intende rimangiarsi quanto ha detto. «Pacs chiari, amicizia lunga - dice -. Qualora fossi nelle condizioni di scegliere tra la difesa dei principi e dei valori nei quali credo e la mia ambizione in carriera, non esiterò a difendere i primi. Nessuno pensi di colpirmi sotto la cintura. Potremmo correre da soli, e nel caso siamo pronti a fare una battaglia».
Per il resto nell’Unione tutti di schierano al fianco di Prodi. Il leader della Quercia Piero Fassino prima di tutto che parla di «un enorme polverone strumentale e preelettorale» mentre Fausto Bertinotti parla di «un importante passo avanti» da parte del Professore.
Nel centrodestra invece è decisa la condanna da parte dell’Udc. Per il ministro per i Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, l’istituzione dei Pacs finirebbe per «scardinare la famiglia». Contraria pure la Lega. «Su questo tema non c'è una posizione di coalizione e comunque non era stato inserito come priorità nel programma», osserva il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli che comunque boccia qualsiasi di riconoscimento per le convivenze fra omosessuali. E anche l’azzurro Franco Frattini, commissario Ue per la Giustizia, ritiene che in Italia non si senta la «necessità» dei Pacs e tanto meno di cambiare la Costituzione per istituirli.