Divorzio dalla Lario: accordo saltato, è scontro

Inspiegabile la rottura fra Berlusconi e la Lario sulla fine consensuale del loro rapporto. L'entità del patrimonio dovrebbe favorire l'intesa. <strong><a href="/interni/ma_vera_battaglia_e_due_avvocati_gonnella/24-08-2010/articolo-id=468714-page=0-comments=1">Ma la vera battaglia è fra i due avvocati in gonnella</a></strong>

Milano - Con un assegno mensile da 300mila euro e l’usufrutto di Villa Belvedere di Macherio, la separazione fra Silvio Berlusconi e la seconda moglie Veronica Lario sembrava avviata a una conclusione consensuale, quella che vede il giudice ratificare la bozza di accordo sulla quale i due coniugi hanno dato il loro consenso. Ma qualcosa sembra essere stata storta alla madre di Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi e quindi si riparte dall’inizio. Ovvero: niente assegno di mantenimento, niente usufrutto di Marcherio e niente accordo su come distribuire il patrimonio personale di Silvio Berlusconi fra i cinque figli: da una parte Marina e Piersilvio, figli di primo letto, e dall’altra i tre più giovani, figli di Veronica.

Ovviamente la Lario avrebbe presentato ricorso immediato contro la decisione del giudice che ha revocato il «pacchetto» consensuale. E altrettanto ovviamente sarebbe pronta a tornare alla carica per ottenere non la separazione «amichevole» ma quella per addebito della controparte, cioè del marito.

Logico quindi aspettarsi una battaglia legale condotta anche a colpi di documenti che potrebbero contenere anche reciproce accuse di tradimento.