IL DIZIONARIO DI IRENE BRIN Arrossire bene è il grazie migliore

PUNTUALITÀ Non è semplicemente la cortesia dei re, ma anche la base del nostro equilibrio. \ Se bisogna stabilire un programma del giorno, facciamolo tenendo conto degli imprevisti prevedibili, e scusatemi il gioco di parole; voglio parlare del traffico lungo le nostre strade, la scarsezza dei tassì, l’affollamento dei mezzi pubblici, e infine, l’impuntualità altrui. Anche se voi, arrivando con matematica precisione allo sportello delle tasse vi credete in grado di esser liberi mezz’ora dopo, e pronti per un altro appuntamento nello stesso quartiere (cioè avete calcolato ed abolito gli imprevisti prevedibili), dovete anche fare i conti con l’impiegato che non sarà al suo posto. Il pasto in trattoria non durerà, come credete, cinquanta minuti, perché il cameriere vi servirà in ritardo e la cuoca avrà dimenticato di prepararvi lo zabaglione. Cercate, quindi, di spaziare al massimo i vostri impegni, facendo affidamento solo su voi stessi, a meno che non disponiate di segretarie, autisti ed organizzatori esemplari. \

QUOTIDIANITÀ Secondo Arnold Bennet, il vero pericolo del matrimonio. Secondo le coppie riuscite, la vera ricetta per la comprensione, la compassione, e perché no?, anche la passione.

RACCONTARE Triste a dirsi, i nostri racconti non interessano, di per sé, il prossimo. Se vogliamo svegliarne e serbarne l’interesse, dobbiamo scegliere, a soggetto, un tema che riesca interessante altruisticamente. Per esempio la mia fuga attraverso la Russia nel 1918 non interessa, riconosciamolo, nessuno. Ma il mio recente incontro con Christine Jorgensen interessa tutti. Quindi, anche se a me farebbe piacere riandare al mio passato, ci rinuncio, in favore di un presente altrui.

RADIO Volume basso! E, se abitate in una casa con muri di carta velina, volume bassissimo. D’estate, finestre chiuse: non è giusto invadere il vicinato con le «vostre» canzonette, i «vostri» resoconti sportivi. Dopo le dieci, il silenzio o, al massimo, un grazioso sussurrio nella vostra stanzetta.

REGALI La persona che decide di fare un regalo a qualcuno si sente tanto altruista da diventare violentemente egoista. \ Chi mai offre fiori secondo il gusto altrui e non secondo il proprio? E chi, scegliendo un libro, si libera del proprio gusto? Unicamente tra innamorati è permesso donare Shakespeare perché, prediligendolo, si vuol stabilire un altro legame, intellettuale stavolta; ma tra estranei, tra indifferenti, non è giusto «stringere», non è giusto «imporsi». Bisogna ricordare che sei mesi fa la signora X ha dichiarato casualmente di amare le anturie, e che il dottor Y, l’anno scorso, si entusiasmò per Goethe: e regalare anturie o Il giovane Werther. Quando, in occasione di una visita, un amico vi porta un regalo, se siete veramente bravissime (e bravissimi) dovete esser capaci di arrossire dalla gioia. Un bel rossore è il migliore dei ringraziamenti; ma se non arrivate a tanto, almeno trovate le parole giuste per esprimere riconoscenza ed emozione. Il dono, se fasciato di cartavelina o racchiuso in uno scrigno, va gustato subito e non posto con noncuranza sul tavolino. Scartatelo, guardatelo, fatelo guardare: miracolo! È proprio il libro, il rossetto, il fazzoletto, il mazzo di carte che sognavate da anni!

REGGISENI Essenziali, dall’adolescenza alla morte. Molte mamme esitano, davanti alle loro dodicenni, quasi che l’acquisto di un reggiseno equivalesse l’emancipazione. In realtà, equivale la garanzia di uno sviluppo armonioso. Portateli sempre, ed abbiatene molti, di tipo diverso: quello che userete più spesso abbia spalline larghe ed eventualmente foderate di vellutino, per evitare di incidere la carne; quello che metterete la sera sia, sempre, senza spalline, per adattarsi a qualunque tipo di scollatura, a qualunque trasparenza; quelli che sceglierete durante la gravidanza abbiano l’approvazione del medico, e vi sorreggano ininterrottamente, anche la notte, e siano perfettamente lavabili perché dovrete ungervi molto la pelle in modo da evitarvi le «smagliature». Durante l’allattamento, adottate i reggiseni che si aprono davanti: e usateli anche dormendo, finché non abbiate smesso di allattare.

REGIME Il ritorno dalle vacanze segna, generalmente, l’accendersi di polemiche igieniste, e chi torna da Chianciano parlerà solo di fegato, chi rientra da Ischia di reumatismi; senza contare le teorie preziose delle passeggiate a piedi nudi tra l’erba, del soggiorno in Beauty Farms dove gli specialisti restituiscono la bellezza alle donne, o magari gliene inventano di nuove. «Embrioni» si sente dire comunemente, e «ormoni» o «rieducazione assoluta». Anche chi ha qualche dubbio sul proprio fegato, nonostante Chianciano, o sulle proprie rughe, nonostante il sacrificio di tanti pulcini embrionali, non resisterà al piacere di vantarli in presenza degli amici, insinuando che soprattutto loro ne trarrebbero giovamento, ed implicando così che sono gialli negli occhi, chiazzati nelle guance, deplorevoli nel carattere: oppure grinzosissimi. \

REGINA Passo da... Memoria di... Eleganza per... E si potrebbe continuare, questa parola ha, come «rosa» o come «madre», assunto valore di paragone costante, di spiegazione immediata. Ricordatevi, comunque, che le regine arrivano al trono dopo un allenamento talvolta sbagliato (Giuliana di Olanda non fu abbastanza curata nel fisico e la formazione intellettuale di Soraya dell’Iran è insufficientissima), ma comunque costante. Il portamento, il tatto, l’accuratezza indispensabili alle sovrane si possono acquistare attraverso ostinazione, disciplina, vigilanza. Anche voi potete camminare regolarmente; comportarvi cortesemente e vestirvi in tailleur classico durante il giorno, in classico velluto nero durante i pranzi, i balli, le serate dell’Opera. Ricordatevi che, tranne gli errori commessi da una regina grassa e da una regina ignara, le altre regine sono fedeli ad apparenze immutabili: pettinature semplici, tre fili di perle, la voce bassa, il sorriso tranquillo... Elena, Regina di Rumenia; Vittoria, Regina di Spagna; Ingrid, Regina di Danimarca; Astrid, Regina del Belgio; Federica, Regina di Grecia, variamente spaziate negli ultimi cinquant’anni, non variarono gran che un modello unico ed esemplare.

REPUTAZIONI (LETTERARIE) Chi ne gode, ampiamente, da vivo, è colto talvolta da leggeri dubbi; chi non ne gode affatto, è sempre convinto di meritarlo per l’avvenire: Orazio, Stendhal, Flecker, collocarono il proprio successo in un tempo ancora remoto, se ne trovarono, in complesso, benissimo. Il poeta ignorato, il romanziere incompreso si eviteranno ulcere e tristezze votandosi ai lettori del Duemila.

RICCHI L’inchiesta condotta da Life ha dimostrato che i ventisette individui più ricchi d’America vivono scontrosamente e quasi clandestinamente. In Europa, si tende ad imitarli ed il Ritz o il George V, a Parigi, ospitano nelle loro soffitte peggio arredate i padroni del petrolio o dell’uranio, che vi conducono esistenze caute e avare. «Non frequentate miliardari» io ripeto sempre ai miei nipotini, «ci perdereste anche gli spiccioli». È un’antica verità, compensata un tempo dallo splendore in cui i miliardari vivevano, dai palazzi, dalle carrozze, dal profumo del fasto. Oggi, nulla di simile e i Signori dell’oro o delle tanks hanno il coraggio di organizzare mostre dei loro quadri, vendendoli a poveretti che sperano di conquistare la loro benevolenza. Le signore dell’Hotel Plaza ordinano ai grandi magazzini gli scampoli e le occasioni. Le eredi di Gulbenkian disegnano i propri gioielli e sferruzzano i propri golfini. Poiché comunque le tasse non li risparmiano, e le masse non li amano, tanto varrebbe che proteggessero artisti e modiste, architetti e cuochi. Il primo dovere di chi ha molto denaro è semplicemente spenderlo. Con grazia, se può.

RINGRAZIAMENTI Ringraziate sempre e di tutto se volete, in avvenire, presentare nuovi ringraziamenti. Insomma, una catena di amabilità ricevute e riconoscenza dimostrata è utile a tutti.

RIVESTIMENTI «Certo il fegato di Ava Gardner è adorabile, i reni di Elizabeth Taylor sono stupendi, ma noi preferiamo trovarli ben coperti di pelle rosata»: battuta polemica, diventò una specie di proverbio, ed illustra, in America come altrove, la necessità di tetti eleganti, intonaci solidi, e perfino nobile carta da pacchi: rivestite con raffinatezza oggetti, e magari sentimenti comuni: ve ne troverete benissimo.

ROMPERE L’ANIMA I contadini toscani modificano, all’infinito, le peggiori bestemmie sperando di renderle innocue. Non diversamente si trasformano, in punta di lingua, altre frasi, senza riuscire a farle meno orrende. «Rompere l’anima» sostituisce altre definizioni, sempre imperniate su qualche rottura, e l’immagine di quest’immortale anima ridotta in pezzetti e brandelli risulta sinistra quanto una bestemmia vera. Non è la sola che si colga, oggi, nell’insorvegliata eloquenza di uomini e donne. «Va a farti... friggere», con l’aggravante della sospensione dinanzi all’ultimo verbo, ha una sordidezza medioevale, e «porca miseria» allarga, deformandola improvvisamente, la bocca delle ragazze che credevamo garbate e tranquille. \

ROULOTTE Nelle tendopoli o nei campings, che imbruttiscono rapidamente il mondo e rovinano il turismo organizzato, bisognerebbe praticare ascetiche virtù, quali il silenzio, la modestia e la fraternità, dividendo il pane, vestendosi pudicamente e immobilizzando le radio. In realtà tutti urlano, odiano e si rendono odiosi. Quando sono ricchi i campeggiatori solitari hanno batterie abbastanza potenti e serbatoi abbastanza massicci per garantirsi una certa indipendenza. Adottino, tuttavia, una giusta semplicità, e non si fermino sul ciglio della strada che conduce a Paraggi o al Circeo, per farsi servire, vistosamente, da un domestico in livrea e per guardare con distacco i passanti accaldati. In America molti pensionati vendono la casa, comprano il trailer e con quello si spostano da un camping della Florida (l’inverno) a un camping del Canada (l’estate). Qua e là conducono, con maggiore economia, lo stesso genere di vita che condurrebbero in una pensioncina turistica, giocano a bridge e a golf, leggono libri gialli. Evitano, insomma, quanto di avventuroso ci sarebbe apparentemente, nel loro modo di vivere. \

RUGHE Dai venticinque anni in poi, una donna perde olio... ed anche un uomo, direi, senza parlare delle automobili! Dai venticinque anni in poi bisogna compensare la magrezza della pelle e quindi il pericolo delle rughe usando quanti più corpi grassi si può: burro, olio, creme nutrienti, lozioni antisolari. Contemporaneamente bisogna smettere le smorfiette, le strizzatine d’occhio, la perplessità espressa rialzando la fronte e, come Gloria Swanson in Viale del Tramonto, bisognerebbe usare, quando si è ben certi della solitudine, le stelline di caucciù che, immobilizzando i punti cruciali, ci abituano all’immobilità.
(8. Continua)