Un Dizionario per rimettere "in asse" la storia d’Italia

Esperti di varie discipline lavorano dal 2004 a un’opera che
comprenderà circa 250 biografie. E che correggerà errori e ingiustizie
storiografiche

Giampietro Berti

Si assiste da qualche tempo alla ricomparsa dell’idea liberale, quasi una rivincita dopo anni di oblio. Tra le cause principali di questo ritorno vanno messe in conto la sconfitta del comunismo e la vittoria planetaria del capitalismo. È un risorgimento che avviene sia nella cultura politica, sia nell’opinione pubblica. Molti si dicono liberali, anche a sinistra. La riscoperta del liberalismo, tuttavia, non appare sempre convincente, se si va poi a indagarne seriamente la consistenza. Da un lato, certamente, vi è un vero ripensamento dell’enorme apporto da esso arrecato alla civiltà occidentale, dall’altra, però, si tratta anche di una moda, dato che la stessa cultura è soggetta alle tendenze del momento. Infatti, accanto a un’indubbia ripresa di tale dottrina, c’è anche un deficit di cultura liberale, perché non è raro imbattersi in analisi o in giudizi storici che non tengono mai nel dovuto conto l’apporto dello stesso pensiero liberale o che trascurano tutta la sua tradizione storica.

Un segno del crescente interesse verso il liberalismo è rappresentato, in ambito accademico e scientifico, da un lavoro in corso d’opera, volto a realizzare un grande Dizionario del liberalismo italiano. Si tratta di un’opera collettiva che vedrà impegnati decine di studiosi specialisti della materia e afferenti a diverse discipline quali l’economia, la politica, la filosofia, la storia, la sociologia, la letteratura, l’arte. Una ricerca che è cominciata nel 2004 per iniziativa di un gruppo di studio facente capo alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena. A un primo convegno svoltosi in quell’anno sul tema «Il movimento liberale in Italia dall’antifascismo e la Resistenza al 1953» è seguito un cofinanziamento, nel 2005, del ministero per la Ricerca scientifica al quale hanno partecipato le Università di Siena, di Padova, della Tuscia, di Palermo e l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. Nell’ambito di quel progetto sono stati organizzati tre convegni che hanno visto la partecipazione di studiosi di numerose università italiane, i cui atti sono in corso di pubblicazione in due volumi presso l’editore Rubbettino con il titolo «I liberali italiani dall’antifascismo alla Repubblica».

Ora gli stessi studiosi - tra cui Dario Antiseri, Dino Cofrancesco, Raimondo Cubeddu, Luigi Compagna, Elio D’Auria, Eugenio Di Rienzo, Francesco Forte, Gerardo Nicolosi, Giovanni Orsina, Fabio Grassi Orsini, Roberto Pertici, Sandro Rogari - hanno concepito il progetto del Dizionario, alla redazione del quale saranno impegnati i massimi esperti della materia. La mancanza di uno strumento di tal tipo costituisce infatti una grave lacuna della cultura italiana, oltre a rappresentare un ostacolo per l’individuazione di un’identità nazionale che abbia solide radici nella propria storia.

Il Dizionario del liberalismo italiano sarà costituito da un lemmario di voci teorico-concettuali e da una serie di biografie - circa 250 - relative agli esponenti più significativi: uomini di governo e parlamentari, intellettuali, letterati, giornalisti; personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella vita politica, economica e culturale dell’Italia (da Cavour a Giolitti, da Rosmini a Gioberti, da Einaudi a Nitti, da Croce a Mosca, da Pareto a Ferrero, da Pantaleoni a Corbino, per citare qui solo alcuni dei più rappresentativi). In tal modo, grazie soprattutto alla ricostruzione della sua classe dirigente, sarà «messa in asse» la storia d’Italia, soprattutto per ciò che attiene il periodo compreso dall’Unità all’avvento del fascismo.

Iniziando dall’età napoleonica, verrà analizzato il rapporto fra costituzionalismo e liberalismo, la cui dialettica è stata decisiva per il Risorgimento italiano: un’onda lunga confluita alla fine nella elaborazione della carta costituzionale del 1948. Le radici della nostra costituzione repubblicana, infatti, soprattutto per ciò che attiene alle garanzie fondamentali della libertà degli individui, vanno individuate nelle vicende risorgimentali ed unitarie. Il Dizionario affronterà poi, sempre attraverso il lemmario delle voci teoriche intrecciate con le varie ricostruzioni biografiche, la funzione originale assunta dal liberalismo quale elemento propulsore dello Stato nazionale e, per questa via, di modernizzazione della struttura sociale in termini di libertà e di democrazia.

I liberali italiani, infatti, nel corso del Risorgimento si sono trovati in contrasto con buona parte della Chiesa cattolica, che avversava l’unità nazionale. Di qui l’isolamento della classe dirigente liberale, che nel primo cinquantennio unitario non riuscì fino in fondo a risolvere il problema di un vero governo parlamentare, cioè quello dell’alternanza fra conservatori e progressisti. Un problema che ha posto i vari governi senza un’alternativa di ricambio, condannandoli a svolgere una funzione moderata di tipo centrista come baluardo tra le forze estreme anti-sistema, reazionari da un lato, socialisti dall’altro. Ciò spiega perché Giolitti, agli inizi del Novecento, abbia tentato di allargare il perimetro dello Stato liberale. Come è noto, il disegno giolittiano fu disastrosamente interrotto dalla prima guerra mondiale, vera matrice dei totalitarismi rossi e neri (senza la Grande guerra, infatti, non vi sarebbe stato il fascismo in Italia e, naturalmente, nemmeno il comunismo il Russia).

L’avvento del fascismo, la cui natura profondamente antiliberale si dispiegherà soprattutto con la formazione dello Stato totalitario, interromperà la storia liberale; essa, pertanto, verrà studiata attraverso l’opposizione al regime. Verranno tuttavia tenute in debito conto anche le metamorfosi avvenute nel liberalismo con il passaggio di alcuni suoi esponenti al sistema di potere imperante. Ciò permetterà di valutare le permanenze liberal-democratiche nella classe dirigente dopo il 1945, confrontandole con la realtà politica ante Grande guerra. Dopo il 1945, il Dizionario affronterà le specificità politiche, sociali, organizzative e culturali e la loro incidenza nel sistema politico italiano fra gli anni Cinquanta e Sessanta. A questo proposito, la ricerca approfondirà le ragioni della crisi del liberalismo come forza politica, manifestatasi in modo particolare nel decennio successivo.

Infine, sarà anche analizzata l’influenza che il pensiero liberale anglosassone e francese ha esercitato sulla nascente tradizione liberale italiana, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e per buona parte del Novecento. Basti pensare all’attenzione rivolta al modello costituzionale americano, alle teorie economiche keynesiane e alla nascita di nuove teorie politiche. Insomma: una grande opera che speriamo veder realizzata secondo gli intenti dei suoi promotori.