Dj Francesco ai ragazzi: «Niente casco, niente scooter»

Manifestazione ideata dalla polizia: oggi il bis per i bimbi delle elementari

«È vero: abbiamo sempre tutti una scelta. Ce l’ho persino io che sono un pirla. E visto che non metto il casco - perché ho i capelli gellati, perché mi dà fastidio, m’imbruttisce, perché il casco puzza ma soprattutto perché sono un gran pirla - ho scelto: faccio a meno dello scooter. Fatevelo confermare dal mio amico qui vicino».
Roteano mobili gli occhi azzurro-perforante di Dj Francesco sui 350 studenti del biennio delle scuole superiori milanesi, seduti ieri mattina al Teatro Nuovo di piazza San Babila. Hanno tra i 14 e i 16 anni e sono qui perché la polizia e il ministero dell’Interno, per il sesto anno consecutivo, li ha coinvolti in una due giorni di campagna sulla sicurezza stradale con la sesta edizione del progetto «Icaro Young» (oggi tocca ai bambini delle Primarie con «Icaro Junior»). Dj scivola sicuro e dinoccolato da una fila all’altra, tra zainetti, occhioni, masse di capelli e gambe infilate in jeans a vita bassa. Lui, muscoli guizzanti e tatuaggi in vista, è energia pura. Ed è soprattutto uno di loro perché il linguaggio che usa - condito anche da qualche parola che gli adulti mostrano di non gradire in pubblico, ma non esitano a utilizzare spesso nel privato - centrano dritto il cuore dei ragazzi e chiariscono il messaggio più di tutte le lezioni del mondo.
Ride Albertino. Che inizia ad animare la mattina al Nuovo con un fuori campo di uno sketch telefonico condito dagli ormai famosissimi «Vaaaaaa bene, Okay» del suo Marco Ranzani. E insieme a Ringo, seduto in prima fila, ridono anche i grandissimi Dino Meneghin e Gianni Bugno i ragazzini della Primavera dell’Inter e le campionesse del volley Asystel Novara. E, seppur rispettosamente e con il contegno che si addice alle occasioni pubbliche, si sganasciano anche le autorità: il questore Paolo Scarpis, il direttore della Direzione interregionale di Lombardia ed Emilia Romagna Francesco Colucci, il direttore compartimento Polstrada Antonio Bufano e il direttore del Servizio Polizia Stradale Antonio Giannella. Poi tutti si rattristano quando Dj racconta di aver perso il suo miglior amico a 15 anni, quando un’auto che andava a tutta velocità lo ha falciato sul ciglio della strada.
Dopo la consegna dei diplomi per il concorso sul tema della sicurezza alla guida e il codice stradale indetto dal progetto «Icaro» e dedicato alle classi delle superiori, si passa alle scenette dello «Showbiz e Inc.» di Bologna. Vanno in scena così genitori in perenne disaccordo con i figli per il loro comportamento in strada e prodighi di raccomandazioni. Madri e padri che, poi, finiscono per essere proprio loro a dare per primi il cattivo esempio e a investire qualcuno, per colpa di una guida azzardata che li vede sempre incollati al telefonino.
Tutto finisce dopo un’ora e mezza, con una canzone di Jovanotti in sottofondo, «Si va via», che più in tema di così non si può: «E allora via si va via si va si va via in culo a questa notte e pure alla polizia la strada la conosco e questa macchina di papà stasera che ho bevuto sembra che vada la metà (...) la libertà diventa paradosso e la trovi la mattina spiaccicata dentro a un fosso».