Djordjevic rianima subito Milano

Oscar Eleni

da Milano

Pensieri sottili, l’occhio mefistofelico, un vestito nero e pochi gesti, braccia conserte per non lasciarsi scappare nulla, intese, suggerimenti, niente di plateale, per far capire che sarebbe stato comunque lo scoglio, meglio, lo spazzaneve vista la giornata dell’esordio. Entra in scena da principe, esce da re avendo messo sotto i campioni d’Europa del Maccabi a cui l’Armani segna quasi 100 punti (94-71) con la Climamio Bologna che regola Strasburgo per 71-47. Sasha Djordjevic è arrivato al Forum in largo anticipo, per una partita iniziata in ritardo per la solita scoperta che con due fiocchi, a Milano è fine del mondo, con i panni nuovi dell’imperatore che lascia il campo e dirige infilandosi nel cervello di ex compagni, di un’Olimpia che nel quasi silenzio, poca gente per il tempo, quasi più tifosi del Maccabi, ha provato a capire. Qualche striscione ricordando Lardo, lo stile e altre cose, poca roba. Meglio per Sasha che sa come vanno le cose nel mondo e nella vita.
La squadra gli dice quasi subito di essere con lui: primo quarto segnando il 62% dei tiri contro il 18 dei campioni d’Europa, inizio del secondo con una bella spinta emotiva per arrivare anche a più 20 (38-18) scoprendo che senza catene psicologiche si può comunque viaggiare anche su una strada difficile. Il gusto per le cose semplici disarma all’improvviso, come sempre, Psyco Shumpert, prosciuga Calabria che ha colpito con precisione, 5 su 8, mentre Bulleri continua a non amarsi abbastanza per capire. Il Maccabi, con delizia Parker, va a cercare nelle debolezze di Milano, ma Djordjevic, la roccia e fermo là, senza sprecare sguardi per la volpe Pinhas Gershon, o per l’arbitro serbo che lo stuzzica. Corregge, non urla, non si dispera, tiene seduto solo Montecchia arrivato tardi per colpa della neve, e un po’ indietro nella preparazione, deve dire pure cose che sgombrano la mente dell’Armani se all’inizio del terzo quarto, dopo essersi ritrovato il Maccabi a -8 al 20° minuto, riceve da Bulleri e Shumpert il laudano che serviva per tornare a +20 con Calabria dopo 6’ del terzo tempo.
Fiammate e decotti, la malattia esiste, il Maccabi serio, con Parker, in tre minuti torna a meno 8, ma ci pensa Coldebella e la gente canta per Sasha che dopo 3 tempi è avanti di 12. Per capire tutto su un canestro da tre più un libero di Bulleri si vede Calabria (16 punti alla fine) festeggiare come se avesse vinto la coppa. Il male stava nella testa, è sicuro. Milano sembra guarire nel momento in cui non si autoflagella più: applausi per Bulleri (13 punti) anche da chi due minuti prima lo insultava, ovazione per Shumpert (21 pur con 8 su 18 al tiro), anche da parte di quelli che continuano a non capirlo, ma il suo finale dice che qualcosa nella sua isola è cambiato. Non sarà stato vero Maccabi, ma alla gente di Milano interessava capire se questa Armani merita di aver credito. Lo scoprirà domenica a Bologna contro la Virtus, intanto vede una luce lontana nella tundra, l’Europa sembra non averla ancora scaricata dal suo trenino.