Djordjevic lo spettro che agita Milano

Tre sconfitte in 4 partite: la soluzione può essere il ritorno dello slavo, ma non tutti sono d’accordo. E Lardo rischia

Oscar Eleni

da Milano

Nei giorni delle crisi spuntano i ramarri e i cani fantasma. Per l’Olimpia vestita Armani, battuta tre volte nelle ultime quattro partite, sconfitta in casa da Teramo e dai polacchi del Prokom Trefl, avesse detto, le giornate sembrano sempre più corte, anche perché il calendario stringe alla gola: domani a mezzogiorno trasferta sul campo dei campioni della Climamio che ancora si domandano se hanno capito davvero la loro natura dopo aver perso, con grandi percentuali, una partita che ha segnalato l’entrata in scena ufficiale della Benetton che sarà ospite al Forum milanese nella decima giornata, con in mezzo il viaggio a Zagabria.
Lino Lardo sussurra amaramente che questa Olimpia non ha cuore, ma dire certe cose ai giocatori diventa pericoloso, si è accorto anche che con l’Eurolega non c’è tempo per allenarsi, ma doveva saperlo e avrebbe bisogno di tutori sensati, non di gente che sbraita. In questi casi servirebbe il silenzio, oltre al lavoro, ma il nuovo generone che svolazza intorno alle scarpette rosse non ce la fa a tacere. Bersaglio primario, naturalmente, l’allenatore osannato l’anno scorso. Medicina consigliata da tutti un bivacco sotto la casa di Sasha Djordjevic a Brera per avere almeno un pilota capace di tenere in riga tutti, perché la squadra fatta in estate, o addirittura in primavera, come nel caso Bulleri amato da Corbelli guardato con sospetto da un tecnico che già sapeva perché Messina lo aveva bocciato, usando il solito catalogo dell’usato sicuro, non è poi così forte. La paura con il grande serbo è che voglia anche impadronirsi del futuro tecnico della squadra, perché altrimenti l’operazione sarebbe già stata fatta, ma pensare a un tecnico traghettatore è ancora più difficile, perché né Mazzon né Melillo, che sono attualmente liberi, potrebbero svegliare una dormiente a cui serve sicuramente un vero regista ed un lungo che nasconda le carenze di Blair.
Serve la calma, ma possiamo immaginare come si agita un Galliani, a cui magari piacerebbe un Peterson in sala comando, che ha coinvolto tanta gente davanti ad una squadra che è davvero un cane fantasma visto che non ci sembra più forte dell’anno scorso come si diceva: Mc Cullough e Singleton valgono almeno, se non di più, di questo Bulleri partito per la tangente e di un Galanda non troppo affamato. L’unico rinforzo vero dovrebbe essere timidone Shumpert a cui viene spesso preferito Mario Gigena, mentre Vukcevic è soltanto una macchina per l’attacco, anello debole in una difesa che non morsica più.
La borsa arricchita nell’estate, le tante attese hanno messo addosso ai giocatori una pressione che non riescono a sopportare, un po’ per invidia, un po’ perché età e qualità tecniche non permettono risvegli a breve termine, anche se la scadenza concessa a tutti dal nervosissimo Corbelli è quella di Natale. Panettoni da mangiare senza stricnina nelle uvette e non è certo avendo la gente alla balaustra che si risolvono certi problemi, servirebbe un filotto partendo da domani. Voi credete che sia possibile? Noi non tanto.