Dl sicurezza, Camera: sì alla fiducia

Alla Camera approvato il pacchetto sicurezza: 322 sì. L'appello del ministro della Giustizia: "Il Pd non voti come il giustizialista e manettaro dell'Idv, altrimenti lo legittima". E poi conferma: "Da settembre riforma organica della giustizia"

Roma - La Camera ha votato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 322 voti a favore l’emendamento al decreto legge in materia di sicurezza. I no sono stati 267, otto gli astenuti: sono i Radicali. Il testo rivede, fra l’altro, le norme "blocca-processi" che erano state inserite al Senato. Il seguito dell’esame, con la discussione degli ordini del giorno e la votazione finale sul ddl di conversione, sono in programma domani mattina. Il provvedimento dovrà poi tornare a Palazzo Madama per la conversione in legge. Il Senato, in terza lettura, dovrà convertire in legge il dl entro il 25 luglio.

Appello di Alfano al Pd "Voi dovete votare in modo diverso in parlamento" rispetto al "partito giustizialista e manettaro di Di Pietro". Questo l’invito rivolto al Pd dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in vista del voto al decreto sicurezza previsto per il pomeriggio alla Camera. "Se il Pd si illude di potersi differenziare dal partito giustizialista e manettaro di Di Pietro solo quando insulta il Papa e il Capo dello Stato - ha affermato Alfano - compie un gravissimo errore politico. Voi - ha aggiunto rivolgendosi al ministro della giustizia "ombra" - dovete votare in modo diverso in parlamento per differenziarvi da Di Pietro altrimenti lo legittimate". Il Guardasigilli ha dunque rivolto un "appello al Pd" affinché prenda "di petto la questione giustizia" perché "il nutrimento antiberlusconiano che ha alimentato alcuni gruppi dirigenti necessità di un ripensamento profondo" altrimenti "non si fa né il bene del paese né il bene della giustizia".

Di Pietro: "Dl xenofobo" "Non è accettabile un’aggravante razziale per i reati commessi dagli extracomunitari", afferma Antonio Di Pietro alla Camera. Per il leader dell’Idv "non è ammissibile la schedatura dei bambini Rom con le impronte digitali. Il provvedimento - sottolinea - è sicuramente xenofobo, e non a caso Berlusconi si sente oggi il degno prosecutore dei tempi dell’olio di ricino". L’ex pm ha protestato per l’assenza del premier: "Si ricordi che non tutti in quest’aula sono suoi dipendenti".

Riforma della giustizia "Vi annuncio, come fatto dal presidente Berlusconi, che proporrò, a partire da settembre, un’agenda che contempli una riforma organica della giustizia". Lo ha detto il Guardasigilli intervenendo al convegno dell’unione camere penali (Ucpi). Alfano punta dunque "in tempi rapidi" a una riforma organica della giustizia che riguardi interventi sul processo civile, penale, e con modifiche "mirate" che non sono da considerarsi come "interventi punitivi" nei confronti della magistratura, ma che hanno "al centro il cittadino". Il Guardasigilli si è dunque detto "contrario a una legislazione alluvionale: al centro del sistema giustizia, occorre ricordarlo, c’è la persona, e vi è una sola bussola vale a dire l’efficienza del sistema". L’invito di Alfano è dunque quello di procedere "senza preclusioni ideologiche e con rigore tecnico". Agli avvocati penalisti, così come all’associazione nazionale magistrati, annuncia che chiederà "alcuni suggerimenti" di cui intende fare tesoro. Ma le direttrici su cui il ministro intende muoversi riguarda la modifica della giurisdizione disciplinare, che ora è affidata al Csm ("serve una riforma urgente"), una riforma del Csm e del codice penale e di quello di procedura penale. Infine la modifica dell’obbligatorietà dell’azione penale: "Non sono un sostenitore dell’idea di stravolgere questo principio costituzionale ma - ha concluso Alfano - il dettato costituzionale non può diventare il paravento di una discrezionalità assoluta".

La risposta di Tenaglia "Il ministro della Giustizia predica bene e razzola male": l'omologo-ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia, critica duramente l’annuncio di una riforma organica della giustizia fatto dal Guardasigilli e sottolinea che Alfano "annuncia provvedimenti nell’interesse dei cittadini, ma poi fa le norme per salvare Berlusconi. Ci voglio i fatti - conclude Tenaglia - ma per ora non ne abbiamo visti e i processi continuano a durare dieci anni".