Dl Sviluppo, arriva la bozza: mutui agevolati a giovani coppie

E' al lavoro la cabina di regia che si occupa di definire i contenuti del
decreto sullo sviluppo. Ancora da sciogliere il nodo risorse. Al vaglio al possibilità di un concordato fiscale per reperire
finanziamenti da utilizzare nel decreto sviluppo. Nel Pdl fronda contro Tremonti: "No a misure a costo zero". Spunta una prima bozza: netto taglio alla burocrazia e agevolazioni per le imprese e per i mutui contratti dalle giovani coppie. Il Carroccio chiede gli incentivi per contratti a
tempo indeterminato e il taglio dei sussidi di disoccupazione per gli immigrati

Un concordato fiscale per reperire finanziamenti da utilizzare nel decreto sviluppo. E' una delle ipotesi spuntate nella riunione a Palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i ministri economici che compongono la cabina di regia che si occupa di definire i contenuti del decreto sullo sviluppo. L’incontro, spiegano alcuni presenti, è servito per fare un aggiornamento del lavoro, ed una ulteriore riunione è stata convocata per domani perché l’obiettivo del Cavaliere, spiegano i suoi fedelissimi, è quello di arrivare il prima possibile all’approvazione del provvedimento.

Intanto spunta una prima bozza del decreto, anticipata dall'Ansa. Diverse lenovità insierite. Per far fronte alla ricostruzione delle zone colpite da calamità, il governo sta pensando a una "copertura assicurativa obbligatoria del rischio calamità naturali nelle nuove polizze che garantiscono i fabbricati privati destinati ad uso abitativo contro l’incendio". E ancora: dal 2013 le pagelle arriveranno solo via web insieme ai certificati. Lo stesso è previsto per iscrizioni e pagamenti delle tasse scolastiche. Per "incentivare l'uso degli strumenti elettronici per migliorare i servizi ai cittadini nel settore del trasporto pubblico locale, riducendone i costi", le aziende di trasporto locale adotteranno sistemi di bigliettazione elettronica e di pagamento interoperabili a livello nazionale". La bozzafa, poi, nascere una "Borsa" carburanti. Il Gme, che diventerà Gmec (Gestore dei mercati energetici e dei carburanti), definisce "un mercato organizzato all’ingrosso dei carburanti nel quale sono negoziati, con listini almeno settimanali, prodotti petroliferi per l’autotrazione".

Per quanto riguarda le imprese, invece, i controlli sulle imprese vengono razionalizzati e semplificati con l’obiettivo di "recare minore intralcio" all’attività imprenditoriale. La bozza del decreto prevede "la proporzionalità dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi al rischio inerente l’attività controllatà". Viene, inoltre, disposto "il coordinamento e la programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni evitando duplicazioni e sovrapposizioni". Per favorire la realizzazione di nuove infrastrutture, "in sostituzione totale o parziale del contributo pubblico, può essere attribuita alla società di progetto affidataria della costruzione e gestione dell’opera una quota nel limite massimo del 25%, per un periodo non superiore a 15 anni, del gettito Iva riconducibile al funzionamento dell’infrastruttura". La bozza prevede, inoltre, che "i soggetti aggiudicatari di nuove opere infrastrutturali comprese in piani o programmi approvate dalle competenti amministrazioni pubbliche, ai fini dell’imposta sulle società, possono dedurre dal reddito di impresa l’equivalente degli aumenti di capitale proprio destinati ad investimenti infrastrutturali".

A "pesare" sulle sorti del provvedimento è però il giudizio del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, grande assente nella riunione serale e soprattutto distante dal Cavaliere sulle modalità di definizione del provvedimento. A dividere i due sono infatti i costi: se per il titolare di via XX Settembre l’imperativo è che il decreto legge sia fatto a costo zero, per il presidente del Consiglio, così come per molti esponenti dell’esecutivo, vanno reperiti i finanziamenti necessari per le risorse. Ed è proprio la divergenza tra il Cavaliere ed il ministro del Tesoro, spiegano nel Pdl, a rallentare i tempi per la discussione in Consiglio dei ministri. Nella riunione di domani, viene sempre spiegato da chi questa sera ha partecipato all’incontro a via del Plebiscito, si dovrebbe decidere se andare avanti o meno con l’ipotesi del concordato fiscale, misura che potrebbe portare nelle casse dello stato circa 5 miliardi di euro. Un provvedimento che non va però confuso con il condono che vede il "no" di Tremonti ma anche della Lega Nord. "Non faremo nessun condono fiscale, nè diretto, nè indiretto nè tantomeno velato", ha precisato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ospite a Ballarò. Difficilmente il Consiglio dei ministri di questa settimana affronterà comunque l’argomento. E l’ipotesi più probabile è che una prima bozza del dl sia definita la prossima settimana.

Dalla Lega, intanto, arriva una proposta di legge, a prima firma Marco Reguzzoni, che introduce una serie di misure da accompagnare al decreto sviluppo e fondamentali per rilanciare l'economia italiana. Il punto più importante è sicuramente la possibilità di detrarre "totalmente" l'Iva per l’acquisto della prima casa per gli under 40 con contratto atipico. "Abbiamo messo a punto - spiega Reguzzoni - una serie di provvedimenti in grado di dare un indispensabile impulso alla crescita e rilanciare l'economia". Le norme proposte dai lumbard introducono importanti agevolazioni per l'acquisto della prima casa, incentivi per la stipula di contratti a tempo indeterminato e la riduzione delle aliquote Irpef per gli studenti lavoratori. Nono solo. Sulla base di criteri studiati ad hoc, Massimo Bitonci, capogruppo della commissione Bilancio, ha infatti proposto la concessione di un credito di imposta del 25 per cento ai datori di lavoro che assumono con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

I leghisti insistono, poi, sulla riduzione a soli tre mesi del diritto al sussidio di disoccupazione per cittadini extracomunitari, contro i sei previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione. In pratica: nel caso in cui un cittadino extracomunitario perda il lavoro, e non possa dimostrare di potersi mantenere, decorsi tre mesi potrà essere rimpatriato. "E' assurdo mantenere tanti disoccupati extracomunitari in cassa integrazione, quando ci sono tanti nostri giovani senza lavoro - commenta il vicecapogruppo Alessandro Montagnoli - nell’ottica del decreto sviluppo pensiamo che questi provvedimenti rappresentino delle possibilità innovative da sfruttare in tempi rapidi". In base alle proposte del Carroccio le giovani madri, i giovani precari, gli studenti lavoratori, gli over 40 e 50, avranno la possibilità di costruirsi un futuro contando su misure fiscali agevolate.