Dl sviluppo, Berlusconi: "Sarà presentato soltanto quando mi convincerà"

Il premier torna su Bankitalia: "Ci sono diversi problemi. Bini Smaghi è tra i candidati". Ma la situazione "tranquilla" permette di varare riforme, anche quella elettorale per cui "non ci sarà bisogno del referendum"

"Stiamo cercando di inventarci qualcosa, ma non c'è fretta". Così Silvio Berlusconi - alla Camera per votare la modifica agli articoli 41, 45, 97 e 118 della Costituzione - spiega che il decreto sviluppo sarà presentato "solo quando sarà convincente" e che prevederà "provvedimenti che possano davvero stimolare la crescita". Ecco quindi che anche stasera alle 19 ci sarà una riunione "con i ministri e i tecnici interessati" che andrà avanti "fino a notte". Il problema resta quello del costo: "Stiamo riflettendo, soldi non ce ne sono, stiamo cercando di inventarci qualcosa". Anche l'idea di una patrimoniale non convince il premier che si è sempre detto contrario, ma che "ma non mi sento in questo momento di esprimermi su altre opinioni della maggioranza".

Grazie al voto di fiducia conquistato venerdì, la situazione per il governo è ora "tranquilla" che "ci garantisce di andare avanti e fare le grandi riforme. L’architettura istituzionale, il fisco e quella della giustizia. Riforme fondamentali che non abbiamo potuto fare prima perchè nell’alleanza c’era chi si opponeva". Il premier, quindi, garantisce che sarà "tutti i giorni alla Camera. Ci sarò quando mi dicono che può essere utile. Lo farò cercando di non lasciare da parte le altre cose da fare, di cui prima mi occupavo in altra sede".

Il presidente del Consiglio, inoltre, ha affrontato anche un altro dei temi caldi: la riforma della legge elettorale, che per il governo "non è una priorità, non è il problema principale, ma credo che si possa cambiare prima di arrivare al referendum". Una legge che "è stata definita male da Calderoli perché per quanto riguarda il premio di maggioranza questo ci fu imposto dal presidente della Repubblica di allora. Se i cittadini vogliono che si rimettano le preferenze per la scelta dei candidati non abbiamo nulla in contrario". Nessuna idea, invece, per quanto riguarda l'ipoteri di reintrodurra la "legge Reale" dopo gli scontri di Roma. Il problema, infatti, non sarebbe stato "ancora affrontato al tavolo del Consiglio dei ministri.

"Diversi problemi da risolvere", poi, ci sono secondo Berlusconi sul tema spinoso del successore di Mario Draghi alla guida della Banca d'Italia. La decisione, assicura, sarà "presa a breve e con il solito equilibrio" e tra i papabili, anche Lorenzo Bini Smaghi, attuale esponente italiano nel board della Bce, è una delle "personalità nel novero".

E, nel giorno in cui è stato prosciolto nel processo Mediatrade, non poteva mancare un riferimento ai guai giudiziari: "È il 25esimo processo in cui sono prosciolto". La diffusione delle intercettazioni, inoltre, "è una barbarie, non da Paese libero e civile".