Dl sviluppo, pronta la bozza del provvedimento Dai tagli alla burocrazia agli aiuti per le imprese

Una drastica semplificazione di regolamenti e procedure rappresenta il
cuore del decreto sviluppo che vedrà la luce
entro la prossima settimana. Il governo affida alla deregulation il compito di volano per la crescita. Ma sulle misure per la ripresa pesano i "no" di Tremonti

Roma - Senza un «motivato diniego» alla domanda di permesso per costruire, scatta dopo 90 giorni il meccanismo del silenzio-assenso. Via libera anche alle aree a «burocrazia zero» almeno sino alla fine del 2013. Meno controlli sulle aziende con l’obiettivo di «recare minore intralcio all’attività imprenditoriale». E ancora, defiscalizzazione a favore delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici e minori contributi sui contratti di apprendistato.
Una drastica semplificazione di regolamenti e procedure rappresenta il cuore del decreto sviluppo, che - salvo complicazioni - vedrà la luce entro la prossima settimana. Il governo fa di necessità virtù: siccome ci sono pochi soldi, come ha ricordato lo stesso Silvio Berlusconi, affida alla deregulation il compito di volano per la crescita. Ma siccome qualche risorsa fresca ci vuole, e Giulio Tremonti in proposito fa muro, resta in piedi la possibilità di varare un concordato fiscale: «Ne stiamo discutendo», conferma il premier che resta contrario all’ipotesi di inserire nel decreto una patrimoniale.
Lo snellimento delle procedure, spiega il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli al termine di un animatissmo vertice con Berlusconi, Tremonti, Paolo Romani e il segretario del Pdl Angelino Alfano, «creerà le condizioni per attrarre investimenti privati». É anche necessario prevedere la possibilità di «finanziamenti parziali per le infrastrutture utili al Paese». In mancanza di soldi, aggiunge, «ci saranno risorse indirette come la defiscalizzazione, che potrebbero essere sufficienti ai concessionari» degli appalti. La defiscalizzazione riguarda gli aumenti di capitale destinati agli investimenti infrastrutturali decisi dalle aziende che si aggiudicano gli appalti. Nasce inoltre il contratto di disponibilità per le opere pubbliche: si tratta di un’operazione di partnernariato pubblico-privato con cui viene affidata alla società aggiudicataria la costruzione a proprio rischio di un’opera di proprietà privata da destinare a uso pubblico. Infine, lo «stato d’emergenza» per le opere strategiche bloccate da gravi intoppi e difficoltà, per le quali si potranno attuare ordinanze in deroga alle disposizioni in vigore.
Non mancano, oltre alla nuova procedura di silenzio-assenso per le nuove costruzioni, altre novità sulla casa. In particolare, la bozza del decreto prevede la garanzia dello Stato a favore dei mutui prima casa accesi da giovani coppie che lavorano con contratti atipici o a tempo determinato. Per i riscatti di immobili degli enti previdenziali, gli inquilini hanno tempo fino al 31 marzo del 2012. Obbligatoria la polizza anti-calamità nelle zone a rischio. Nasce infine il biglietto d’autobus elettronico.
Un capitolo innovativo del decreto riguarda il mercato della benzina. Nasce la borsa carburanti, che sarà gestita dal Gestore dei mercati energetici (Gme). Si tratterà di un mercato organizzato all’ingrosso nel quale vengono negoziati i prodotti petroliferi. Vengono inoltre escluse, entro il termine di due anni, le attività di gestione diretta dei distributori da parte delle compagnie petrolifere. L’obiettivo finale è di avvicinare al massimo i prezzi delle benzine «di marca» a quelle «no logo». E basta cartelli con gli sconti esposti dai benzinai. Fra le altre misure, una perequazione Nord-Sud sugli incentivi alla produzione di energia con impianti fotovoltaici. Inoltre, i permessi temporanei di lavoro per gli stranieri in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno. E i concorsi unici per il reclutamento dei dirigenti nella pubblica amministrazione.
Il testo del provvedimento è ancora da limare parecchio, mancano tasselli importanti come l’eventuale concordato, e ci sono ministri - come quello dell’Istruzione Maria Stella Gelmini - che smentiscono le indiscrezioni contenute nella bozza del decreto. Si è parlato di pagelle scolastiche solo online, di procedure telematiche esclusive per i servizi universitari, ma anche di pensionamento a 68 anni, e non più a 70, dei docenti universitari. E che si tratti di una mera bozza è testimoniato dal fatto che Tremonti avrebbe respinto molte delle proposte presentate dagli altri ministri.