Dmitri, il gemello diverso di Putin sposato con un’amante dell’Italia

Il nuovo zar è basso di statura, fanatico del rock, persino timido. L’esatto contrario della moglie

nostro inviato a Mosca

Adora la musica rock heavy metal e i gruppi anni Settanta, come i Led Zeppelin e i Deep Purple. A Mosca gira che fino a qualche mese fa si recasse in incognito, con cappellino e occhialoni, ai concerti delle giovane bande russe che lui stesso, come presidente della Gazprom, aveva sponsorizzato. La musica è l'unica debolezza del nuovo presidente Dmitri Medvedev, che, tra le altre stravaganze, si concede gadget elettronici tipo I Phone, penne di lusso e qualche abito italiano. Insomma, poca roba rispetto a Vladimir Putin, il judoka, la spia, il macho russo.
Dicono che sia grigio e prevedibile, e lui con quegli occhioni tristi e cerchiati fa poco per cambiare la percezione di sé. Ma forse in tutti questi anni ha semplicemente celato la sua vera indole. Certo, la sua presidenza appare epocale. Medvedev con i suoi 42 anni è il più giovane leader russo dai tempi di Nicola II. Non ha fatto carriera nelle file del partito comunista; quando crollò il Muro di Berlino nel 1989, lui si laureò in legge e, allora 24enne, era affascinato dal liberalismo e dall'Occidente. Contrariamente a Putin, non è un uomo del Kgb. Più nuovo di così... Però è di San Pietroburgo, e per questo non può essere considerato un Barack Obama russo. Perché i membri dell'élite che conta - politica ed economica - sono nati nell'ex capitale degli zar, a cominciare dallo stesso Putin. E questo, per ora, è un marchio indelebile.
Medvedev si distingue sulle sfumature e sull'educazione. Figlio di due professori universitari, è cresciuto in un ambiente colto, intellettuale, aperto anche quando imperava la Guerra fredda. I maestri di allora lo ricordano come non particolarmente brillante, ma diligente, tenace, abituato a raggiungere i risultati lavorando duro. Caratteristiche che ha mantenuto da adulto. E timido, un po' complessato, a causa dell'altezza. Già, Medvedev misura appena 1,57, qualche centimetro in meno di Putin. E non è un donnaiolo. Anzi. Ha conosciuto la moglie Svetlana, sua coetanea, a 7 anni sui banchi delle elementari, se n'è innamorato da adolescente e l'ha sposata nel 1989. La nuova first lady, che gli ha dato un figlio, Ilya, oggi dodicenne, pare sia molto diversa da lui. Bionda, il viso rotondo, ha un carattere esuberante, è gelosissima del marito, adora la vita sociale. Nulla a che vedere con le mogli, anonime, di Eltsin e di Putin. Di lei sentiremo parlare, soprattutto in Italia, Paese per il quale va pazza. Indossa abiti dei nostri stilisti, promuove scambi culturali, frequenta la nostra ambasciata.
Svetlana ha sempre creduto nel suo Dmitri; anche quando sembrava destinato a un'anonima carriera da avvocato. E invece nel 1990 Anatoli Sobchak, affascinante neosindaco liberale di San Pietroburgo, si ricordò di quel giovane, discreto ma affidabile, incontrato quattro anni prima. Aveva bisogno di un giurista all'ufficio affari internazionali e si rivolse a lui. Medvedev accettò. Quando aprì la porta dell'ufficio venne accolto dal suo capo, un uomo biondo, diffidente, ma energico e stimato da Sobchak: Vladimir Putin. Da allora non si sono più separati. Non è un mistero che siano molto amici, ma continuano a darsi del lei. Di certo, Dmitri non gli ha mai fatto ombra. Al contrario: sempre servile e disponibile. A San Pietroburgo lo avevano soprannominato Teflon per la sua capacita di gestire affari scottanti senza rimanerne appiccicato. Tra lui e Vladimir mai un tradimento, mai uno screzio. Quando Putin sale, lo segue in scia. In occasione delle presidenziali del 2000, Medvedev gestisce la campagna elettorale, venendo ricompensato con la presidenza di Gazprom. Poi diventa capo dell'amministrazione del Cremlino e nel 2005 vice primo ministro con delega agli affari sociali. Ogni tanto si distanzia da Putin, ma solo a parole. Alla prova dei fatti è sempre allineato. È ricco e vive in un appartamento da 6 milioni di euro, ma ufficialmente possiede un patrimonio di appena 76mila euro. Forse solo Svetlana sa chi è davvero Dmitri. Forse il moderato, quieto Medvedev non ha ancora gettato la maschera.