Il Dna di 10 persone per scovare l’assassino

Verrà controllato il Dna di dieci persone per cercare di risolvere il giallo sulla morte di Attilio Manca, il giovane urologo siciliano, vice primario presso l'ospedale Belcolle di Viterbo, trovato cadavere nel suo appartamento nel febbraio 2004. Il Gip ha stabilito che il Dna delle dieci persone raggiunte nei giorni scorsi da avviso di garanzia per i reati di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto e omicidio colposo, venga comparato con quello rilevabile sia nelle cicche di sigaretta sequestrate nell'abitazione del medico che sugli strumenti chirurgici (un bisturi, un paio di forbici e altri) trovati nella sua camera da letto, al fine di risalire alla persona sulla quale siano stati eventualmente utilizzati. La morte del medico, in un primo momento, venne attribuita a una overdose di eroina, ma la famiglia Manca ha sempre rigettato tale ipotesi, tanto che ha chiesto e ottenuto la riapertura dell'inchiesta.