Dal Dna alle date tutte le piste anti-bombarolo

Sono stati molti i tentativi di risalire all'identità e catturare Unabomber: dai computer alla cabala, dai profili psicologici alla geografia, dalle testimonianze alla sequenza delle date.
Analisi biologiche. Sul nastro adesivo di una confezione di uova nella quale Unabomber aveva nascosto un ordigno, nel supermercato «Continente» di Portogruaro (Venezia), sono state trovate tracce di saliva. Da quelle si è risaliti al Dna del presunto attentatore: finora è stato confrontato (con risultati negativi) con alcuni sospettati, ma - secondo gli investigatori - potrebbe essere l'elemento che, insieme ad altri, potrebbe inchiodare Unabomber.
Il computer. Milioni di dati - relativi a scontrini fiscali, targhe di automobili, date, località, ricoveri, testimonianze - sono stati immagazzinati in un computer in grado di elaborarli, incrociarli e tirare fuori associazioni e scenari assolutamente inimmaginabili. Al momento è venuto fuori di tutto, ma non il volto o il nome di Unabomber.
La cabala. «Andate a cercare l'11 e il 17: in ogni attentato questi numeri si ripetono»: è la pista indicata da uno degli indagati, Andrea Agostinis, il professore friulano sospettato di essere il responsabile degli attentati del 1996, poi prosciolto perché del tutto estraneo alle esplosioni. I due numeri, insieme ad altri (come il 19), in realtà ritornano in molti attentati ma, finora, non hanno portato da nessuna parte.
Le date. È l'ipotesi secondo la quale Unabomber agisce in maniera ciclica, con scansione temporale precisa, prediligendo l'estate, i fine settimana, i periodi di festa, come Natale o Carnevale. Gli investigatori cercano eventuali collegamenti, relazioni, indizi, ma alla fine mancano sempre il «filo rosso» e un movente, reale o apparente.