«Dobbiamo ascoltare i popoli della fame»

«I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza». Benedetto XVI fa sue le parole che Paolo VI scrisse nella memorabile enciclica Populorum progressio per spiegare in chiave sociale la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. Nell’Angelus di ieri Ratzinger ha anche detto di seguire «con grande trepidazione i gravissimi eventi di questi giorni in Myanmar» e di esprimere la sua vicinanza a quella popolazione «nel momento della dolorosa prova che sta attraversando». Nella riflessione iniziale il Pontefice ha spiegato che «il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico, senza curarsi del mendicante che sta alla sua porta. Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura». «Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica» ha detto il Papa. È attesa infine nelle prossime ore la nomina del nuovo cerimoniere del Papa. Come anticipato dal Giornale alcune settimane fa, la scelta per il sostituto di monsignor Piero Marini è caduta su un suo omonimo, Guido Marini, sacerdote genovese e attuale cerimoniere dell’arcivescovo Bagnasco. \