Il docu-film di Ferrente dedicato alla band multietnica di piazza Vittorio aprirà proprio all’Esquilino la mini-rassegna delle pellicole del festival svizzero Locarno a Roma, quasi una prova d’orchestra

Alessandra Miccinesi

Undici film e un’inagurazione (film più concerto) da brivido. La sesta edizione di «Locarno a Roma» riaccende gli schermi all’insegna del sound multietnico dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Si tratta di un appuntamento imperdibile, quest’anno più che in passato, sia per gli appassionati di musica che di celluloide, perché l’inaugurazione della rassegna cinematografica - prevista dal 27 agosto al 1° settembre a piazza Vittorio, che proporrà una selezione di film della 59ª edizione del festival elvetico - rafforza il suo legame con il giardino dell’Esquilino, da anni sede privilegiata di una grande arena estiva.
È proprio intorno all’ex storico mercato rionale, infatti, che si è costituita la band di musicisti di strada e professionisti protagonisti dell’emozionante docu-musical «L’Orchestra di Piazza Vittorio» che domenica sera inaugurerà la rassegna «Locarno a Roma». Film che sarà seguito dall’esecuzione di un entusiasmante concerto. «Fare questo documentario - spiega Agostino Ferrente, regista del film, passato fuori concorso a Locarno - è stato come realizzare un sogno. Vederlo proiettato sullo schermo in Piazza Grande, invece, è stato come aprire la porta della mia camera e scoprire che cinquemila persone mi stavano fissando». Una specie di incubo positivo, quello che per un attimo ha attanagliato lo stomaco del giovane cineasta, autore del prezioso musical-documentario applaudito da svizzeri e italiani. Un film girato in cinque anni, e forse non ancora finito, che testimonia la genesi della famosa band multietnica («gli italiani presenti sono una minoranza») che nel corso del festival dei pardi ha fatto ballare anche molti insospettabili. «Persino Tullio Kezich», giura Maurizio Di Rienzo, responsabile del comitato artistico del Festival di Locarno, il quale ieri in Campidoglio ha illustrato il programma della prossima kermesse cinematografica romana.
Dal 27 agosto al 1° settembre, quindi, torna l’appuntamento con il cinema dei Grandi Festival organizzato da Anec Lazio e Comune di Roma in collaborazione con l’ambasciata Svizzera. Direttamente dall’arena di Piazza Grande ai giardini di Piazza Vittorio, arriveranno undici delle 170 pellicole della 59ª edizione di Locarno Festival. Una rappresentanza sufficientemente eterogenea, sia per stile che per contenuti. Nell’elenco dei lungometraggi, dove non figura il titolo della pellicola vincitrice del Pardo d’Oro, Das Fraulein, diretta dalla regista zurighese di origine bosniaca Andrea Staka, brillano i seguenti titoli: Jimmy della Collina, opera seconda di Enrico Pau (Premio Giuria Cicae), che rafforza la tradizione del cinema indipendente italiano raccontando una storia di recupero sociale (29 agosto); Little Miss Sunshine di Johnathan Dayton e Valerie Faris, deliziosa commedia familiare on the road interpretata da Tony Collette e Greg Kinnear (1° settembre); Le Dernier des Fous, di Laurent Achard, premio miglior regia e menzione speciale della giuria ecumenica (28 agosto); Agua di Veronica Chen, premio giuria dei giovani (30 agosto); Mnogotochie di Andrei A. Eshpai, menzione speciale della giuria giovani (30 agosto); Half Nelson di Ryan Fleck, premio speciale giuria, il 31 agosto. E sempre giovedì 31 agosto, in occasione della proiezione del film Ça rend heureux di Joaquim Lafosse sarà presente l’attore protagonista Fabrizio Rongione.
Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli, e in caso di pioggia il pubblico si trasferirà alla multisala Royal. Prezzo del biglietto 5 euro con possibilità di fidelity card. Info: www.agisanec.lazio.it