Dodicenne investito da un bus, è in coma

Paola Fucilieri

Sta lottando contro la morte nella sala rianimazione dell’ospedale San Raffaele e potrebbe non farcela. Lui è un bimbo dodicenne di Opera, finito sotto le ruote di un autobus mentre era sulla sua bicicletta, in giro per la via principale del paese, in un tardo sabato pomeriggio di primavera inoltrata. L’elisoccorso del 118 lo ha portato immediatamente all’ospedale. «Sul momento aveva perso conoscenza», spiegano i vigili urbani del 118, intervenuti personalmente sul posto, nella centralissima via Berlinguer. Tuttavia le notizie diffuse due ore più tardi dal centralino del 118 fanno temere il peggio: «È ancora vivo, ma è in coma», dicono gli operatori.
Secondo la sommaria, prima ricostruzione fatta dalla polizia municipale di Opera il piccolo stava viaggiando in sella alla sua bicicletta proprio lungo la via Berlinguer. Pare (ma è meglio andare cauti con le ricostruzioni dei fatti fino a quando non ci sarà una versione ufficiale di com’è andato veramente il tutto e di come si è svolto l’incidente) che non ci siano state invasioni di carreggiata da parte sua: il bambino se ne sarebbe rimasto regolarmente sulla destra, ai margini della strada.
Sempre secondo i vigili, però, potrebbe essere scivolato. Finendo così sotto le ruote dell’autosnodato che gli passava accanto, un autobus della linea Atm che copre il tratto della strada di provincia Pieve-Milano.
«Si è trattato sicuramente di uno scontro laterale tra la bicicletta e l’autobus; uno scontro che, per il momento, possiamo spiegare solo così - dicono al comando dei vigili di Opera i due «ghisa» intervenuti di persona sul posto -. Il bambino non abita sulla via Berlinguer, ma nelle vicinanze. Sembra che, però, giri sempre in bici da quelle parti».
Adesso, mentre la polizia municipale si sta occupando della ricostruzione dell’accaduto, dell’esatta dinamica e di eventuali responsabilità - come avviene solitamente per ogni incidente stradale - la parola passa ai medici dell’ospedale San Raffaele.
È nelle loro mani, infatti, la vita del bambino investito dal mezzo di trasporto pubblico. E nelle loro mani resterà nelle prossime, lunghissime ore.
Vicino al piccolo sono accorsi immediatamente i genitori. Ai quali, per il momento, non resta che sperare e pregare.

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