Dodicenne violentata in un parco da un gruppo di extracomunitari

L’agguato è avvenuto di giorno e in un luogo affollato alla periferia di Bologna. Nessuno si è accorto di nulla. Fermato un marocchino regolare, che si proclama innocente

Claudia B. Solimei

da Bologna

Il parco è in periferia, sulla via Emilia, alle porte di Bologna. È il primo pomeriggio, la ragazzina, italiana, 12 anni, è appena uscita da scuola. Sta tornando a casa. Un gruppo di giovani si avvicina, sono in quattro o cinque, straniere, extracomunitari. La circondano. La molestano, sessualmente. Nel parco, a quell’ora, con l’ultimo sole dell’estate, c’è molta gente. Nessuno si accorge di nulla. Nessuno vede o sente. La ragazzina scappa via, sconvolta. Quando arriva a casa è un filo teso di dramma. La mamma la guarda e chiede, insiste, è chiaro che qualcosa non va. La figlia non riesce a parlare. È ancora sotto choc. Poi racconta tutto, piangendo. La madre si precipita dai carabinieri. Denuncia tutto ciò che la figlia le ha raccontato. La scuola, il parco, il branco che la circonda, le violenze. Tutto ciò che la piccola ha subito alla luce del sole.
Si parte subito con le indagini, le coordina il pubblico ministero della Procura di Bologna, Francesco Caleca. Dopo poche ore, arrivano i primi riscontri. Qualcosa è successo. Bisogna capire chi è stato e cosa ha fatto. Grazie alla descrizione fornita dalla stessa ragazzina, nonostante il forte stato di choc in cui si trova, uno dei presunti responsabili dello stupro di gruppo viene individuato e fermato. È un marocchino sui vent'anni, con regolare permesso di soggiorno, che ha negato di essere stato in quel parco. Oggi sarà sentito dal pubblico ministero.
Le ricerche vanno avanti, pattuglie di polizia e carabinieri vanno avanti e indietro nella sera di Bologna. Bisogna trovare gli altri stupratori. Gli esami clinici sulla vittima hanno escluso un rapporto sessuale completo; l'adolescente sarebbe stata costretta a subire una violenza fisica, ma non è ancora chiaro se da parte di uno, o più, dei componenti del gruppetto. Non è facile individuare i colpevoli. Il racconto della ragazzina, sconvolta e di soli 12 anni, non può essere lucido. I ricordi sono accelerati, tutto è confuso dal dramma che stava vivendo. Gli stessi inquirenti non parlano, vogliono proteggere il più possibile la piccola. Sullo sfondo resta il profilo di questa Bologna segnata da una stagione di stupri.
Questo stupro del branco riporta di attualità l'emergenza della violenza sulle donne, emergenza in cui Bologna, come altre città italiane tra cui Milano, era già piombata dopo molti episodi che hanno segnato, anche in tempi recenti, le cronache cittadine, costringendo il Comune guidato dal sindaco Sergio Cofferati a mettere a punto un piano anti-violenze che ancora, però, deve vedere la luce nella pratica. A luglio una turista svedese di 17 anni era stata violentata nel più grande parco cittadino, i Giardini Margherita, da un marocchino senza fissa dimora appena maggiorenne, che solo qualche giorno fa ha confessato il suo crimine. A fine agosto una ragazza è stata aggredita all'uscita della Festa dell'Unità provinciale, ma in quel caso l'intervento di alcuni passanti ha messo in fuga l'uomo, un camionista italiano, poi rintracciato e arrestato. Diverso, ma ugualmente preoccupante, un episodio emerso in questi giorni, ancora in provincia: una ragazza di 19 anni ha denunciato di essere stata stuprata, sotto la minaccia di un coltello, da un pensionato di 65, lo stesso uomo che dieci anni prima, quando lei aveva soltanto 9 anni, era finito in carcere con una condanna pesante per averla sottoposta ad abusi. Il pensionato è stato arrestato, ma ha detto di avere un alibi. Altri gravi episodi si erano verificati in città un anno fa: prima una ragazzina di 17 anni violentata in un assolato sabato pomeriggio, sotto gli occhi del suo fidanzato, nel parco pubblico di Villa Spada da due giovanissimi marocchini, uno minorenne, entrambi finiti in manette e già condannati in primo grado. Quindi, qualche mese dopo, una studentessa seguita sull'autobus da un extracomunitario e stuprata in un prato di periferia, senza che nessuno intervenisse nonostante le sua urla disperate. Il colpevole non è mai stato trovato.