Doha, la Schiavone si ferma in semifinale ma il nostro tennis finalmente riparte

L’italiana sconfitta dalla Dementieva. Ad Acapulco la Pennetta si gioca la finale

Una dura lotta, tre set feroci, ma il miracolo di Doha non si è ripetuto. Francesca Schiavone, che giovedì aveva battuto la numero uno al mondo Justine Henin, ieri non ce l’ha fatta ad approdare in finale, sconfitta 5-7, 7-5, 6-2 dalla russa Dementieva. Risultato comunque che non cancella il buon momento del tennis italiano che vede Flavia Pennetta in campo nella semifinale di Acapulco contro l’estone Kanepi.
A Doha la Schiavone era attesa alla prova del nove e in fondo non ha deluso: il match è stato bello e avvincente, l’italiana ha sofferto di crampi già nel secondo set ed è quindi crollata nel terzo sia fisicamente che mentalmente. La Leonessa comunque è in crescita costante, ha eliminato alcune fragilità che ne hanno condizionato la carriera e si avvia a risalire la classifica (oggi è al numero 24) con l’obbiettivo dichiarato di entrare nella Top 10. Risalita che sta riuscendo anche a Flavia Pennetta, vincitrice ieri della russa Gallovits 7-6, 6-1 e fuori dal tunnel in cui la love story finita con Carlos Moya l’aveva cacciata. Situazione sentimentale sulla quale oggi Flavia ha il coraggio di scherzare (lo ha fatto sul suo blog il giorno di San Valentino), segno di una ritrovata maturità psicofisica. Così il buon momento delle donne coinvolge anche i tennisti uomini: sempre ad Acapulco Potito Starace è approdato ai quarti di finale prima di essere eliminato dall’argentino Nalbandian, mentre a Zagabria Simone Bolelli è stato sì sconfitto, ma solo in semifinale dall’ucraino Stakhovsky.
Risultati, insomma, che confortano in vista dell’inizio della stagione che conta con i tornei Master Series (per gli uomini) o Tier 1 (per le donne) e quelli del Grande Slam. Risultati in cerca di conferma perché ottenuti in tornei minori (a parte quello di Doha, dov’erano presenti alla partenza le prime otto del mondo) dove comunque la battaglia è dura. Peccato però che, invece di godere all’unisono dei risultati dei nostri tennisti, in Italia se ne approfitti per fare la solita stucchevole polemica sulla primogenitura degli stessi. Che, tanto per chiarire le idee, e come recentemente ribadito al Giornale dall’allenatore di Andreas Seppi, Massimo Sartori, spetta solo ai giocatori.