La dolce vita dei Padroni Griffi

<span class="abody">È bella la vita del ministro Patroni Grif­fi: fa la morale agli altri e non a se stesso.</span>

È bella la vita del ministro Patroni Grif­fi: fa la morale agli altri e non a se stesso. Vedete: nella giusta e sacrosanta decisione del governo Monti di ridurre l’uso delle auto blu c’è un’anomalia mica da ridere. È questa: a prendere l’iniziativa è stato proprio Filippo Patroni Griffi, ministro della Funzione pubblica, che nel pieno della bufera che lo riguarda per aver ottenuto a prezzo stracciato un appartamento vista Colosseo, ha scritto e fatto firmare a Monti un decreto che sostiene che le auto blu devono essere tenute in garage in favore del mezzo pubblico: i funzionati pubblici in sostanza dovranno usare metropolitane e bus tutte le volte che ciò determinerà risparmi per la Pubblica Amministrazione indipendentemente dalla valutazione della sua efficacia.

Benissimo. Però c’è un però: perché è come il bue che dice cornuto all’asino. È un privilegiato che vuole togliere i privilegi ad altri fortunati. Il ministro Patroni Griffi, infatti, vive una condizione di vantaggio che i giornali stanno raccontando di giorno in giorno: l’uomo scelto da Monti per riportare ordine e moralità tra i dipendenti dello Stato, come ormai ripetiamo da giorni ha acquistato dall’Inps, quattro anni fa, un appartamento di oltre 100 metri quadrati di fronte al Colosseo, nel pieno centro di Roma. Un posto dove, sul mercato, le case valgono tra i 10 e i 15mila euro al metro: ebbene, lui è riuscito a ottenerlo (in piena bolla del mercato immobiliare) a 1.500 euro al metro. Basterebbe questo per fargli fare una figuraccia di dimensioni epocali. Invece no. Perché noi in questi giorni abbiamo dimostrato anche che per ottenere il super sconto, Patroni Griffi, presentò anche una perizia dalla quale risultava che lo stabile era a rischio sismico. Stranamente il Colosseo che si trova lì di fronte è in piedi da millenni a dimostrazione che il rischio sismico è praticamente zero. Ma se questo non bastasse, allora noi abbiamo dimostrato che nelle mappe dell’Enea quella zona di Roma è classificata con un bassissimo rischio sismico.

Appiccicare, così, all’immobile quell’etichetta è servito evidentemente ad abbassare il prezzo di quell’acquisto. Una furbata in classico stile da privilegiato.

Ma non è l’unica cosa che riguarda il ministro Patroni Griffi. Perché lui che vuol togliere i privilegi odiosi agli altri, ovviamente si guarda bene da rinunciare ai suoi. Plurale, sì. Perché non c’è soltanto la questione dell’appartamento, per la quale il ministro ha anche detto di aver pensato di lasciarla. Pensato, ovviamente. Perché a farlo evidentemente non ci sta.

Ma c’è dell’altro: per esempio c’è che il titolare della Funzione Pubblica percepisca il doppio stipendio. Cioè viene pagato da ministro e in più continua a percepire il suo compenso da giudice del Consiglio di Stato. Anche in questo caso lo stipendio glielo passiamo noi. Cioè: Patroni Griffi è così fortunato da avere due stipendi pubblici e una casa acquistata a prezzo ultra stracciato dal pubblico. Cioè da noi. Bene: e questo signore dovrebbe dire agli altri privilegiati come lui di rinunciare all’auto blu? Ma ci faccia il piacere. Anche perché a uno così, gli altri potrebbero rispondere in mille modi, compreso uno simile a quello utilizzato da lui per giustificare la questione del doppio stipendio: «Sto aspettando e ho sollecitato questa risposta da parte degli uffici competenti affinché sia fatto un calcolo preciso del mio trattamento.

Esistono infatti due possibili interpretazioni e a mio parere dovrà prevalere quella restrittiva che di fatto annulla il cumulo».
Come a dire: aspettate e sperate. Perché non appena si dovessero spegnere i riflettori nessuno più direbbe nulla. È così che funziona l’Italia dei nuovi padroni: con i predicozzi che non vengono seguiti dai comportamenti conseguenti. La casta è sempre la casta, solo che è peggio: i professori, i tecnici sono più furbi dei politici. Riescono a far passare i vantaggi degli altri come macroscopici e i loro come inesistenti. Ma poi qualcuno li becca e s’indigna. E a quel punto la figuraccia è cosa fatta.