«Il dollaro? Ancora sopravvalutato»

«Il dollaro resta sopravvalutato». L’esordio di Dominique Strauss-Khan alla guida del Fondo monetario internazionale non è di quelli soft, e rischia di irritare i Paesi del Vecchio continente (Francia in testa) che vedono nel supereuro una minaccia per la crescita economica. Ma il successore di Rodrigo de Rato non sembra avere dubbi: «L’opinione che abbiamo del dollaro è che è ancora sopravvalutato, dunque non siamo sorpresi della sua flessione». Non solo: il biglietto Usa, con buona probabilità, scenderà ulteriormente «nel medio termine». Strauss-Kahn non lo dice, ma la debolezza della moneta americana è tra gli elementi che, grazie alla forte dinamica delle esportazioni, stanno contribuendo a tenere gli Stati Uniti lontani dalle secche della recessione nonostante le quotazioni del petrolio. «Non è sorprendente assistere a un prezzo del barile a questo livello - ha spiegato -. Non vediamo ragioni di credere a una recessione dell’economia americana». Tuttavia, ha concluso il neodirettore generale del Fondo, «certamente l’elevato livello dei prezzi energetici potrebbe avere un’influenza verso il basso, ma non c’è prova evidente che si andrà oltre un rallentamento del tasso di crescita».