DOLOMITI

3 a 1. E' questo il risultato del confronto tra le stelle Michelin dell'Alta Badia (Bz) e della vicina Cortina d'Ampezzo (Bl). Una valle fino a una ventina di anni fa quasi sconosciuta al turismo d'élite e la regina delle Dolomiti. Eppure la prima è ormai diventata la località sciistica più glamour del Belpaese.
Un successo fondato su presupposti decisamente diversi. In questa valle fatta di piccoli villaggi ai piedi dei grandi «scogli» dolomitici del Sasso della Croce, del Sassongher, del Piz Boé e del Sella la discrezione è la regola numero uno. Qui si viene «to bee seen not», per non essere visti e la vacanza è all'insegna del più rigoroso «understatement». Niente sfarzo, niente lusso ostentato e vita notturna. Basta entrare nella hall del Rosa Alpina (www.rosalpina.it), Relais & Chateaux di San Cassiano, per rendersene conto. Non sembra di essere al Kulm di St. Moritz, ma in una bella casa ladina dove gusto ed essenzialità fanno rima con «art de vivre».
Ecco perché tanti vip amano l'Alta Badia, a cominciare dal ministro degli esteri Franco Frattini, che qui ha voluto anche sposarsi, senza dimenticare il pilota di F1 Giancarlo Fisichella, Alessia Marcuzzi, Manuela Arcuri e perfino Brooke della serie tv Beautiful. Non pensate, però, di vederli, non c'è il rito dello struscio. L'unica concessione alla mondanità è il «Moritzino» (www.moritzino.it), un luogo cult del turismo dolomitico. Questo rifugio sulle piste di sci, nato dalla creatività di Moritz Craffonara, autentica istituzione locale, serve pesce tra uno slalom e l'altro e non esiste vip che non ci passi. Memorabili le serate con cena e musica mixata dal dj.
Il pellegrinaggio lungo i luoghi dell'ospitalità badiota, oltre al già citato Rosa Alpina, contempla altri due hotel top: il Ciasa Salares (www.siriolagroup.it), delizioso chalettone all'Armentarola, e La Perla di Corvara (www.hotel-laperla.it). Da segnalare anche il Fanes Hotel Dolomiti di San Cassiano (www.hotelfanes.it), tempio del fitness, La Majun (www.lamajun.it), che unisce il calore del legno allo stile del design e ha un'area benessere molto piacevole con vista sulle piste, e il Ciasa Lara, molto discreto, entrambi a La Villa. Le tappe gastronomiche per eccellenza sono, oltre al Moritzino, il ristorante St. Hubertus del Rosa Alpina, due stelle Michelin, dove gustare le creazioni di Norbert Niederkofler, e quello del La Perla, La Stüa de Michil (una stella, chef Arturo Spicocchi).
Totalmente diversa l'atmosfera del Maso Runch, (www.masorunch.it) dove provare le gioie (a patto di non esagerare, viste le porzioni abbondanti) della ricca gastronomia ladina in un ambiente rustico. E lo sci? In questo caso la Val Badia cede qualche punto alle vicine Val Gardena e Cortina, non tanto per la quantità di piste e impianti, ma per la varietà di discese per lo sciatore di livello. La Gran Risa, tappa fissa della Coppa del Mondo si sci alpino, è il miglior tracciato al mondo per lo slalom gigante e sicuramente la stella locale. Una pista ripida, tagliata alla perfezione nel bosco, dove le lamine si fanno sentire. Poi non si può dimenticare la rossa del Boé, a Corvara e la discesa verso San Cassiano.
La Val Badia (www.altabadia.org), però, supplisce a questa carenza grazie alla sua formidabile posizione, al centro del carosello del Sella Ronda, che permette di raggiungere sci ai piedi Gardena, Cortina (memorabile il rientro da Lagazuoi a San Cassiano, che prevede anche un traino di cavalli), Arabba, Marmolada e Val di Fassa. Da qualche anno, poi, c'è un'opportunità in più: con lo skibus si raggiunge in un quarto d'ora San Martino in Badia da dove una nuova cabinovia porta sulle piste di Plan de Corones, una delle ski aree migliori delle Dolomiti per varietà dei tracciati, soprattutto per gli sciatori di livello. Proprio il rientro verso San Martino avviene su una nera con pendenze da record. Per lo sciatore di medio livello e per le famiglie la Val Badia è un vero e proprio paradiso: si scia a quote non troppo elevate, nel bosco, su tracciati ampi e facili. Per i più piccoli, oltre alle tante strutture specializzate tipo asilo delle nevi, è stato pensato un circuito di piste facili contrassegnate da simpatici animali.
Dopo od oltre lo sci, poi, ci sono tante attività a contatto con la natura. Per esempio le piste di fondo dell'Armentarola o una rete di sentieri nella neve battuta perfetti per bruciare qualche caloria di troppo. Sopra a Pedraces c'è una piacevole passeggiata (molto soleggiata) tra i masi che raggiunge il museo-casa natale del santo Giuseppe Freinademetz, partito da queste valli per evangelizzare la Cina alla fine dell'Ottocento. Così anche voi potrete «evangelizzare» i vostri amici al verbo dell'Alta Badia.