Il dolore dell'arto-fantasma si riduce con la stimolazione elettrica cerebrale

La stimolazione elettrica della corteccia motoria attiva un circuito analgesico. È la conclusione alla quale sono arrivati i ricercatori dell'università di Milano-Bicocca che hanno condotto uno studio pre-clinico i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Pain.
La riduzione del dolore arriva in media fino al 60 per cento nei pazienti affetti dalla cosiddetta sindrome dell'arto fantasma, ovvero la sensazione anomala (e spesso dolorosa) di persistenza di un arto dopo la sua amputazione, difficile da trattare in maniera farmacologica. La sindrome dell'arto fantasma è dovuta a una errata riorganizzazione da parte del cervello che, pur registrando la mancanza di un arto, non è in grado di escluderlo del tutto dalla mappa mentale del corpo. Per questo si parla di una riorganizzazione maladattiva che interessa le aree corticali motorie e parietali.
La sperimentazione è stata effettuata su un gruppo di otto pazienti volontari sottoposti a stimolazione con correnti elettriche anodiche a bassa intensità, una stimolazione cerebrale non-invasiva ed indolore.
La ricerca (Bolognini - Motor and parietal cortex stimulation for phantom limb pain and sensations) è stata condotta da Nadia Bolognini e Angelo Maravita del dipartimento di Psicologia dell'università di Milano-Bicocca, in collaborazione con Francesco Ferraro del dipartimento di riabilitazione dell'Azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova e Felipe Fregni del Laboratory of Neuromodulation, Spauilding Rehabilitation Hospital of Harvard Medical School di Boston.
I pazienti sono stati sottoposti ad una singola stimolazione a corrente elettrica sia anodica che catodica a 2 milliampere per 15 minuti.
LC