Il dolore dello zio di Paladini: "Aveva un senso della patria d'altri tempi"

Il ricordo: "Lui era un vero militare, e svolgeva il suo lavoro come una missione.
Era partito per l'Afghanistan perché aveva ben chiaro il contributo che la
presenza dell'Esercito italiano ha per la pace nel mondo". Doveva tornare a casa a gennaio

Milano - "Era un ragazzo eccezionale, con un senso del dovere e della Patria d'altri tempi. Lui era un vero militare, e svolgeva il suo lavoro come una missione. Era partito per l'Afghanistan non vedendo in questo impegno una occasione economica, ma perché aveva ben chiaro il contributo che la presenza dell'Esercito italiano aveva per la pace nel mondo. L'Italia ha perso un uomo e un soldato eccezionale". Così Giovanni Stefanizzi, zio di Daniele Paladini, ha ricordato il militare italiano morto nell'attentato in Afghanistan. Daniele era nato a Lecce e viveva a Novi Ligure (Alessandria). Ma spesso andava a trovare la madre Lucia e lo zio che da qualche anno si erano trasferiti a Seregno. "La morte di Daniele - ha proseguito Giovanni Stefanizzi - mi ha lasciato dentro un dolore vivissimo e intenso. Veniva spesso a trovarmi e posso dire che una parte importante della sua infanzia l'ha vissuta a casa mia". Poi Stefanizzi ha avuto un pensiero per la famiglia: 'Ora e' il momento del silenzio. Dobbiamo stare il più possibile vicini alla moglie di Daniele, alla piccola Ilaria e alla sua anziana madre".

Doveva tornare a casa a gennaio Il maresciallo Paladini era partito per l'Afghanistan e avrebbe dovuto fare ritorno a casa a gennaio. Lo hanno detto i familiari. La vedova della vittima è confortata da alcuni parenti stretti, tra i quali la sorella e il cognato Antonio, la mamma, e da personale dell'Esercito. Ha ricevuto la visita anche dell'ex sindaco di Novi Ligure, il parlamentare Mario Lovelli.